Trump a testa bassa contro l’Onu: «È solo un club di chiacchieroni»

Ora Donald Trump attacca anche il Sancta Sanctorum del politicamente corretto: le Nazioni Unite, l’organizzazione internazionale per eccellenza, la dispensatrice dell’ideologia cosmopolita che ha fatto da velo all’affermazione della globalizzazione più selvaggia. A pochi giorni dal voto del Consiglio di sicurezza contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, Trump spara infatti ad alzo zero contro il Palazzo di Ventro. In un tweet, Trump accusa accusa l’Onu di essere diventato «solo un club per gente che si ritrova, chiacchiera e si diverte. Che tristezza!». Trump non se la prende con il multilateralismo in quanto tale. Per il presidente eletto, l’Onu «avrebbe un grande potenziale».

Ma tant’è: Trump dà voce a quei circoli occidentali sempre più insofferenti per gli orientamenti delle Nazioni Unite, che si rivelano sempre più favorevoli al neoterzomondismo in tutte le sue varianti. La crescente diffidenza vero le Nazioni Unite non è comunque un fatto recente. Già al tempo della presidenza di George W. Bush il conflitto tra Usa e Onu esplose clamorosament. E fu  a proposito dell’intervento in Iraq. Per molti circoli intellettuali nordamaericani di impronta conservatrice e repubblicana, le Nazioni Unite erano ormai diventate obsolete nella garanzia della  pace e della sicurezza mondiali. Solo gli Usa e i loro alleati avrebbero potuto, all’alba del 2000, garantire realmente il rispetto dei diritti umani nel mondo.

Venerdì scorso, il futuro presidente americano aveva detto che «per quel che riguarda l’Onu, le cose saranno diverse dopo il 20 gennaio», giorno del suo insediamento. Nel frattempo si apprende che Trump  ha nominato nomina Thomas Bossert come assistente del presidente per la sicurezza nazionale e l’antiterrorismo.