Giordania, terroristi in azione a Karak: liberati gli ostaggi con un blitz (video)

Terrore in Giordania. Almeno nove persone, tra cui una turista canadese, sono morte durante un attacco da parte di uomini armati nel distretto di Karak: il commando, dopo avere fatto fuoco contro una pattuglia della polizia, si è asserragliato nel castello medievale della città con una quindicina di ostaggi, che poi sono stati liberati dalle forze speciali. L’azione, in cui almeno altre nove persone sono rimaste ferite, non è stata rivendicata.

Nove i morti per l’azione dei terroristi a Karak

Finora il dipartimento della sicurezza del Paese ha confermato sette vittime – quattro poliziotti, la donna canadese e due civili giordani – ma fonti dei media indicano che i morti sono nove, tra cui cinque agenti. La Giordania fa parte della coalizione internazionale anti-Isis che opera in Siria ed Iraq. Tutto è cominciato quando un commando ha iniziato a sparare su alcuni agenti che pattugliavano la città di Karak, anche se in precedenza due poliziotti erano rimasti feriti da uno sconosciuto poi fuggito in auto nella vicina cittadina di Qatrana, sempre nel distretto di Karak. Uomini armati, non è chiaro se dello stesso commando, hanno quindi cominciato a sparare contro una stazione di polizia presso il castello “ferendo numerosi agenti e passanti”, ha reso noto la sicurezza giordana in un comunicato parlando di “cinque o sei banditi”. Il gruppo si è poi rifugiato nel castello con almeno 14 ostaggi, probabilmente turisti, secondo i media locali. L’assedio al castello, che sorge su una collina, è durato diverse ore e secondo Al Arabiya nell’operazione di polizia alcuni terroristi sono stati uccisi.

Una vendetta per i raid giordani contro l’Isis

La Giordania, come è noto, ha eseguito raid aerei contro l’Isis ed ospita sul proprio territorio anche truppe della coalizione. Moaz al-Kassasbeh, un pilota di aerei da caccia giordano, venne catturato dall’Isis quando il suo aereo precipitò in Siria nel dicembre del 2014, ricorda la stampa internazionale, sottolineando che Karak è la città natale di Kassasbeh. Ed è del giugno scorso un attacco suicida rivendicato dall’Isis vicino al confine con la Siria in cui persero la vita sette guardie di frontiera giordane. E’ probabile, quindi, che anche l’attacco sia stato eseguito da combattenti del sedicente Stato islamico, che sempre oggi hanno insanguinato di nuovo la città portuale di Aden, nel sud dello Yemen, dopo l’attentato alla base di Solban di appena otto giorni fa, in cui morirono 50 soldati.