Consultazioni, Alfano: «Il governo non è uno yogurt». Sel: no al Renzi bis (video)

«Il governo non è uno yogurt». Con una  battuta il ministro Angelino Alfano riassume la posizione di Ala, Scelta civica, Ap-Ncd, al termine del colloquio con il capo dello Stato Sergio Mattarella, nell’ultimo giorno di consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo. La delegazione guidata da Alfano ha chiesto che «nasca un esecutivo vero. Il governo della sesta potenza economica del mondo non è uno yogurt che ha una scadenza», ha detto Alfano dopo l’incontro con Mattarella. Il governo che dovrebbe nascere «nascerà per realizzare un programma e non può avere una scadenza», ha ribadito il ministro dell’Interno (dimissionario insieme a tutto il governo) facendo capire che il voto non è dietro l’angolo. 

Alfano: il governo non ha scadenze

«Abbiamo ribadito che siamo a favore di una comune responsabilità di tutte le forze volenterose che avranno un senso di appartenenza comune per formare un governo che affronti l’emergenza del disagio sociale, della povertà, della legge elettorale e della vicenda bancaria  – ha riferito Alfano alla stampa – questa è la strada e ci affidiamo al presidente della Repubblica. Qualora ci fosse un diniego da parte degli altri partiti, noi non saremmo contrari a un reincarico del presidente Matteo Renziı». Alfano, accompagnato dai capigruppo Maurizio Lupi e Laura Bianconi e dal coordinatore dei centristi per l’Italia Gianpiero D’Alia, ha invece glissato sulla legge elettorale. «È presto per parlarne. In ogni caso non è una novità che noi abbiamo già presentato un provvedimento per un proporzionale corretto con premio di maggioranza».

Sinistra italiana: no a un reincarico a Renzi

Prima della delegazione guidata da Alfano è stata la volta di Sinistra italiana-Sel. La “pattuglia” guidata da Alfredo D’Attorre, Arturo Scotto, Loredana De Petris e Giuseppe De Cristofaro, dopo l’incontro con il presidente della Repubblica, ha annunciato un secco no a qualsiasi ipotesi di reincarico a Matteo Renzi.«La difficile e complicata situazione politica è frutto dell’azione dell’esecutivo che ha voluto espropriarie il Parlamento delle sue prerogative, per questo abbiamo presentato al presidente Mattarella la nostra principale preoccupazione: ricucire la frattura aperta nella società. Un ritorno di Matteo Renzi a palazzo Chigi verrebbe vissuto come una sfida a milioni di persone che hanno espresso un giudizio drastico sul governo». Sinistra italiana e Sel chiedono un governo finalizzato a fare una legge elettorale nuova che risponda alla domanda di rappresentanza forte del paese e archivi definitivamente il sistema maggioritario. «È necessario un testo che veda un ampio consenso per portare poi il Paese alle urne», ha detto il capogruppo alla Camera Arturo Scotto uscendo dal Quirinale. Nel pomeriggio il presidente Mattarella sentirà Forza Italia, delegazione guidata dal leader Silvio Berlusconi, il movimento Cinquestelle e il Partito democratico.