Francia, Valls lascia la poltrona e si lancia nella corsa a ostacoli per l’Eliseo

L’agenda prevista è rispettata. Manuel Valls si è dimesso da primo ministro pochi minuti prima delle 9 di martedì, dopo essere arrivato all’Eliseo dove lo aspettava il presidente François Hollande. Una scelta dovuta dopo l’annuncio della sua candidatura alle primarie socialiste di gennaio in vista delle presidenziali di primavera.

Valls si dimette da primo ministro

Valls e Hollande, che non si ripresenterà all’Eliseo per il secondo mandato (primo nella storia della V repubblica), hanno parlato anche della difficile situazione della gauche e del successore alla guida del governo. Al posto di Valls è stato nomimato Bernard Cazeneuve, ministro dell’Interno, scelto tra una rosa di sei ministri.  

Eliseo, una corsa a ostacoli

Cazeneuve, ministro in prima linea in questi anni di lotta al terrorismo in Francia, era la prima scelta di François Hollande per sostituire Valls.  Avvocato, non troppo di sinistra, Cazeneuve aveva annunciato la sua volontà di tornare alla sua professione dopo la fine dell’esperienza con il governo. In un primo tempo Hollande era intenzionato a lasciargli l‘interim dell’Interno, ma, da quanto si apprende all’Eliseo invece, in giornata sarà nominato un nuovo ministro e sarà effettuato un rimpasto di governo.

Le primarie di gennaio

Il giovane e ambizioso Valls ha scelto il suo feudo elettorale, il comune a sud della capitale dov’è stato sindaco per anni. Dopo la grande rinuncia di Hollande, l’ex primo ministro si lancia nell’agone delle primarie socialiste dell 22 gennaio, con la speranza di poter essere lo sfidante ufficiale  nella corsa alla presidenza della Repubblica. 
Secondo un sondaggio pubblicato dal Journal du Dimanche, Valls sarebbe in leggero vantaggio sull’altro candidato favorito per la nomination, Arnaud Montebourg, leader della gauche più radicale. Alle primarie del 2011, quelle in cui vinse Hollande, Valls aveva raccolto meno del 6% delle preferenze. Questa volta potrà però vantare la sua esperienza di governo e il polso di ferro dimostrato negli attentati terroristici che hanno colpito la Francia dal gennaio 2015. Non sarà un’impresa facile, però, e non soltanto perché il primo ministro francese fu invitato da Renzi a Bologna nel settembre 2014: in quella occasione i leader progressisti avevano scattato a famosa foto delle camicie bianche. E tutti sono stati sconfitti. Per sapere se Valls sarà l’unica eccezione bisognerà aspettare gennaio.