La zampata di Jean-Marie Le Pen: escluso dal FN, ne rimane presidente

Oggi davvero il Front National di Marine Le Pen volta pagina: la giustizia ha convalidato oggi l’esclusione del fondatore Jean-Marie Le Pen dal Front National in quanto membro del partito. I magistrati, ai quali era ricorso, hanno però riconosciuto il suo statuto di presidente onorario del partito, che fondò nel 1972 in opposizione al partito gollista. La sentenza potrebbe rappresentare la fine della battaglia giuridica tra l’anziano leader (88 anni) e la figlia Marine, ormai guida unica del partito. Il tribunale ha condannato inoltre il Front National a pagare 15.000 euro di danni e interessi a Jean-Marie Le Pen per avergli impedito da oltre un anno di esercitare le sue funzioni di presidente onorario. Secondo la sentenza, il fondatore del FN «dovrà essere convocato in qualità di membro di diritto di tutte le istanze» dirigenti del partito diretto dalla figlia Marine e potrà parteciparvi. «È un successo per Jean-Marie Le Pen – ha commentato il suo avvocato Joachim a Bfm TV – essere membro significa avere un rapporto di diritto, significa dover pagare la quota annuale. L’esclusione poco importa. Ma essere presidente onorario è una cosa concreta, che il Front National ha tentato di negare».

Jean-Marie Le Pen avrà anche un risarcimento

E il “vecchio leone” della politica francese rimane sempre sulla breccia, lui che arrivò addirittura al ballottaggio per l’Eliseo nel 2002, costringendo le sinistre a votare in massa per il candidato del centrodestra Jacques Chirac: anche l’altro giorno ha detto la sua sulle elezioni americane. «Oggi gli Stati Uniti, domani la Francia», aveva scritto in un tweet Jean-Marie Le Pen, commentando i risultati delle elezioni Usa. In un altro cinguettio il fondatore del Front National parla di «formidabile calcio nel sedere ai sistemi politico-mediatici mondiali e anche francesi. I popoli hanno bisogno di verità e coraggio. Brava America!», aveva concluso il fondatore dell’estrema destra francese, aggiungendo alla fine «Viva Trump». Intanto, come fu nel 2002, le sinistre iniziano a spaventarsi seriamente per l’ascesa inarrestabile del Front. Una vittoria di Marine Le Pen alle presidenziali francesi del maggio prossimo infatti «è possibile»: lo ha detto oggi a Berlino il premier socialista francese Manuel Valls. «Tutti i sondaggi dicono che la candidata Le Pen sarà presente al ballottaggio. Ciò significa che l’equilibrio della vita politica francese cambierà totalmente, visto il pericolo che l’estrema destra rappresenta», sostiene Valls. Per la sua poltrona, sicuramente. «Naturalmente non faccio confusione – ha aggiunto -. Trump era il candidato di un grande partito, il partito repubblicano, che dominava già il Congresso e numerosi Stati Usa. Sono ovviamente il suo discorso e le sue proposte che preoccupano», sempre secondo Valls. I leader europei devono rimboccarsi le maniche, ha concluso Valls, in Europa cresce l’egoismo e mancano i progetti. Occorre «una mondializzazione al servizio dei popoli, l’Europa deve uscire dall’innocenza sul commercio estero e l’immigrazione, affermando con maggiore chiarezza chi può e chi non può entrare e rimanere».