Voci fuori dal coro: «Castro? Un feroce dittatore». E persino Saviano…

La notizia della morte di Fidel Castro non ha solo prodotto la solita retorica di circostanza, elogi conformistici  al Lider Maximo , alla rivoluzione cubana, a Che Guevara. C’è anche chi ricorda quello che tutti sanno, ma che molti fingono di ignorare: era un dittatore spietato, che ha oppresso il suo popolo, ha represso nel sangue il dissenso, ha incarcerato gli oppositori. Queste voci fuori dal coro provengono principalmente dal fronte del centrodestra. Ma c’è anche qualche voce critica che viene da sinistra, come quella, a sorpresa,  di Roberto Saviano, che ricorda su Fb le varie malefatte del  leader scomparso. 

“Non navigo nel fiume della retorica. Fidel Castro è stato e rimarrà un feroce dittatore, un protagonista negativo della storia contemporanea”. Lo scrive su Twitter Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato.

“Morto Fidel Castro. Un dittatore in meno”. È il commento del leader della Lega Matteo Salvini. “Pietà Cristiana si deve a tutti – aggiunge -, ma con tutti i morti che ha sulla coscienza, non piango. Libertà”.

Usa l’accetta, da parte sua,  Francesco Storace: “Non me ne frega nulla della morte di un assassino come Fidel Castro”.

“È morto Fidel Castro, un dittatore e un tiranno. Un pensiero alle donne e agli uomini costretti da lui e dal suo regime alla galera, alla morte, all’esilio, “colpevoli” solo di essere dissidenti politici, minoranza sessuale o religiosa”. Lo scrive in una nota Daniele Capezzone, deputato dei Conservatori e Riformisti.

“Esprimo il mio cordoglio umano per la scomparsa di Fidel Castro. Ma non dimentico che è stato il capo di un regime comunista oppressivo e feroce. I “santificatori” pensino alle vittime della dittatura, agli esuli, alle minoranze tuttora oppresse, ai detenuti per motivi politici o religiosi”. Così Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti.

Ecco infine il post di Saviano. “Morto Fidel Castro, dittatore. Incarcerò qualsiasi oppositore, perseguitò gli omosessuali, scacciò un presidente corrotto sostituendolo con un regime militare. Fu amato per i suoi ideali che mai realizzò, mai. Giustificò ogni violenza dicendo che la sanità gratuita e l’educazione a Cuba erano all’avanguardia, eppure, per realizzarsi, i cubani hanno sempre dovuto lasciare Cuba non potendo, molto spesso, far ritorno”.