Usa 2016, è guerra di sondaggi. Una certezza: lo scontro Clinton-Trump è al top

Lui, Donald Trump, il candidato repubblicano in continua ascesa nei sondaggi pre elettorali continua ad agitare lo spettro di una “crisi costituzionale che non possiamo permetterci” in caso di vittoria della sua rivale democratica Hillary Clinton. “L’inchiesta durerà anni. Probabilmente inizierà un processo”, ha detto ai suoi sostenitori a Grand Rapids, in Michigan, riferendosi all’inchiesta dell’Fbi sulle nuove email apparentemente pertinenti con l’indagine – frettolosamente chiusa – sul server privato usato dalla Clinton quando era segretario di stato. Lei, di contro, risponde riperticando le abusatissime accuse di sessismo rivolte a suon di spot e video auto-promozionali contro il suo competitor repubblicano, il tycoon newyorkese, accusato dall’ex first lady di offendere e delegittimare le donne. Tanto che ad un evento elettorale in Florida – Stato cruciale per la conquista della Casa Bianca – sarà la ex miss universo e “accusatrice” numero uno dell’imprenditore americano in prestito alla politica, Alicia Machado, ad introdurre la candidata democratica sul palco.

Usa 2016, è guerra di sondaggi

Insomma, ad una settimana dal voto lo scontro al vertice tra Donald Trump e Hillary Clinto è al top: e sullo sfondo furoreggia la guerra dei sondaggi, con alcune indagini che danno ancora in netto vantaggio Hillary Clinton, e altri che invece che attestano e dimostrano un sorpasso di Donald Trump. La rimonta di quest’ultimo, del resto, è certificata dal sito specializzato RealClearPolitics che fa la media delle principali rilevazioni. In base a questa consultazione ufficiale, la Clinton rimarrebbe in testa, ma solo di 2,2 punti col 47,5% delle preferenze, contro il 45,3% dell’avversario. Sul fronte dei grandi elettori (in totale 538), invece, la candidata democratica ne avrebbe ora 263, dunque meno dei 270 necessari per la conquista della Casa Bianca. Trump, invece, sarebbe fermo a quota 164. In gioco a sette giorni dalle elezioni ci sono quindi 111 grandi elettori, tutti nei cosiddetti battelground state o swing state. Vediamo allora, di seguito, riassunti in un rapido elenco, i temi principali della campagna elettorale dei due antagonisti alle sue battute finali.

Wall Street e banche, Clinton e Trump a confronto

Dalla riforma di Wall Street alla Fed. Le posizioni di Hillary Clinton e Donald Trump sulla finanza si sono evolute nel corso della campagna elettorale, dopo anni di rapporti di amore e d’odio con le banche. Ecco le loro posizioni, riassunte dalle loro stesse parole.

1) La riforma di Wall Street secondo Donald Trump: “Dobbiamo liberarci dai vincoli della Dood-Frank. Le banche non concedono il credito di cui la gente ha bisogno”

1a) La riforma di Wall Street secondo Hillary Clinton: “Non solo opporrò il veto a qualsiasi norma che indebolisce la riforma, ma mi batterò per regole più dure”. Ma sono in molti a dubitare che la ex first lady userà il pugno duro con le banche.

2) L’indipendenza della Fed. Per Donald Trump “si dovrebbe riportare” al Congresso a cui spetta un ruolo di maggiore controllo. Trump ha più volte ribadito l’opposizione al presidente Janet Yellen che vorrebbe sostituire.

2a) Per Hillary Clinton: “Quello che serve sono riforme di buon senso, come non includere i banchieri nei board delle Fed regionali”.

3) La separazione delle grandi banche. A riguardo Trump sostiene: “Non sono d’accordo” sull’imporre la separazione delle grandi banche. Ma la piattaforma approvata dai repubblicani prevede la reintroduzione della legge Glass-Steagall, così come quella democratica.

3a) Per Hillary Clinton: “La Dodd-Frank ci consente di separare le banche. Userò questo potere se dovessero porre rischi a livello di sistema”. Clinton, sempre cauta sul tema, ha cambiato la sua posizione anche sotto la pressione di Bernie Sanders.

4) Il salvataggio delle grandi banche. Per Donald Trump: “Non è importante se vengono finanziate o nazionalizzate, quello che conta è che continuino a operare”.

4a) Per la Clinton: “Le banche sono le maggiori vincitrici” con i salvataggi, e “nonostante i miei seri dubbi, li sostengo”.

5) I legami con Wall Street. Donald Trump: “Conosco Wall Street. Conosco le persone che sono a Wall Street. Non consentirò a Wall Street di passarla liscia. Wall Street ci ha causato molti problemi”.

5a) Hillary Clinton: “A Wall Street non può essere concesso ancora una volta di mettere a rischio Main Street”. Ma va ricordato che Wall Street è fra i maggiori finanziatori della campagna della Clinton…