Un video rilancia la notizia del sequestro in Siria di un italiano: ma è giallo

La notizia è stata confermata da fonti investigative e di intelligence e arriva direttamente dal fronte siriano: ed è quella del sequestro di Sergio Zanotti. Un caso, a quanto si apprende anche da fonti dell’Unità di crisi della Farnesina, che le autorità italiane – a conoscenza degli ultimi sviluppi – stanno seguendo. E il caso è quello del cittadino italiano, Sergio Zanotti appunto, originario di Brescia, di cui mesi fa si sono perse le tracce in Turchia e che sarebbe prigioniero di un gruppo armato non identificato in Siria dall’estate scorsa. Una drammatica vicenda che in queste ore si aggiorna alla notizia – rilanciata proprio oggi dal sito russo Newsfront – di un video che mostrerebbe l’ostaggio mentre chiede l’intervento del governo italiano per evitare una sua «eventuale esecuzione». 

Il sequestro di Sergio Zanotti, italiano rapito in Siria

Non solo: investigatori e 007 riferiscono che, oltre al video, anche altri riscontri oggettivi confermano il sequestro di Sergio Zanotti. Quanto ai rapitori, invece, non c’è alcuna conferma che si tratti di terroristi, dal momento che l’uomo potrebbe essere anche finito nelle mani di delinquenti comuni che punterebbero a ottenere un riscatto. Riscatto che, al momento, non risulta ancora essere stato chiesto. Le notizie, insomma, arrivano frastagliate e prive di dettagli: tra queste, l’aggiunta che il Copasir, a quanto si apprende, sarebbe stato informato dall’intelligence sulla vicenda del rapimento e che gli 007 si sarebbero messi tempestivamente al lavoro per arrivare ad una soluzione sul caso del nostro connazionale che l’Unità di crisi della Farnesina sta seguendo e per cui, fin dall’inizio, è in stretto contatto con i familiari – in particolare con l’ex moglie e la figlia – e con le altre articolazioni competenti dello Stato italiano.

Sequestro Zanotti, le immagini dell’ostaggio dalla Siria

Nel video che accelera le evoluzioni sul caso si vede l’uomo, con una lunga barba e vestito con una tunica bianca, in ginocchio all’aperto tra alcuni ulivi. Alle sue spalle compare un altro soggetto, vestito di nero e con il volto coperto, che gli tiene puntato contro un fucile mitragliatore. In mano l’uomo inginocchiato tiene un cartello con una data, apparentemente il 15 novembre 2016. In un’altra foto postata dallo stesso sito il presunto ostaggio è in piedi, scalzo, e tiene in mano lo stesso cartello. Poco sotto viene mostrata la copia del passaporto, intestato a Sergio Zanotti, nato nel 1960 a Marone, in provincia di Brescia. «Mi chiamo Sergio Zanotti – dice l’uomo mentre è inginocchiato, parlando in italiano con un accento bresciano – e da sette mesi sono prigioniero qui in Siria. Prego il governo italiano di intervenire nei miei confronti prima di una mia eventuale esecuzione». Un rapimento, quello di Sergio Zanotti, considerato un «sequestro anomalo»: e in base a quanto riferito da fonti investigative, l’anomalia starebbe soprattutto nel fatto che, come anticipato poco sopra, «nessuno ha denunciato la scomparsa dell’uomo e che al momento non c’è richiesta di riscatto».

Il video e la ricostruzione della sua provenienza

Non solo: A quanto riferisce lo stesso sito russo che ha rilanciato il video e il caso del sequestro, sarebbe il responsabile dell’edizione inglese di Newsfront ad aver ricevuto un messaggio su Facebook da un profilo col nome Almed Medi, con allegato il video dell’italiano rapito in Siria. Newsfront spiega che l’autore del messaggio si è descritto come un jihadista siriano e si è presentato col nome di Abu Jihad. I rapitori avrebbero minacciato di uccidere l’italiano se il Governo italiano non agirà. Non è precisata nel messaggio il tipo di azione chiesta al Governo. «Prima di uccidere qualcuno – si legge nella corrispondenza tra l’agenzia e l’autore del messaggio, che sembra parlare anche di altri prigionieri – comunichiamo sempre con i media»…

Il video da una settimana in circolazione sul web

Non solo: il mistero sulla sorte di Sergio Zanotti si infittisce in considerazione del fatto che il video – secondo quanto accertato finora dagli investigatori italiani – girerebbe sul web da circa una settimana, e in più destrebbe qualche dubbio in considerazione del fatto che il nostro connazionale, presunto ostaggio, per quanto con la barba lunga, non apparirebbe nelle immagini particolarmente provato dai presunti sette mesi di prigionia. Per ora, insomma, ansia e dubbi si intersecano vicendevolmente, mentre la prima certezza, riscontrata nei fatti di questa intricata vicenda, e già verificata dagli investigatori è quella secondo cui, ricostruendo i movimenti dell’uomo, è stato accertato che effettivamente alcuni mesi fa Zanotti è partito dall’Italia per la Turchia, dove poi si sono perse le sue tracce. Fino a qualche giorno fa. Fino al video in circolazione in rete e rilanciato in queste ore dal sito russo…