Ue, altra batosta per Renzi: «Crescita più bassa e deficit più alto per l’Italia»

Una ripresa “modesta”, un deficit in aumento, la disoccupazione che sconterà la fine degli sgravi per i neoassunti e il debito in salita ancora per due anni: le nuove previsioni economiche della Commissione Ue dipingono un quadro a tinte fosche per l’Italia, che sta cercando di ottenere il via libera a una manovra le cui coperture, secondo Bruxelles, fanno “grande” affidamento sulle una tantum, peggiorando “marcatamente” il saldo strutturale. Per questo il dialogo tra Tesoro e Commissione Ue è ancora molto intenso. La Ue ha dovuto rivedere al ribasso le stime sulla crescita, che quest’anno si fermerà allo 0,7% e il prossimo salirà solo allo 0,9%. A maggio scorso, vedeva cifre ben diverse e molto più ottimiste: +1,1% e +1,3%. Ma, spiega la Ue, la crescita è trattenuta da “strette condizioni di finanziamento e incertezza”.

E la situazione potrebbe peggiorare a causa dei “rischi al ribasso” connessi al “lento aggiustamento del settore bancario”. A pesare sono ancora i crediti deteriorati, che riducono l’erogazione del credito e la profittabilità delle banche. Il deficit invece, spiega Moscovici, si stabilizza al 2,4% per due anni. Ma nel 2016 il “saldo strutturale aumenta di un mezzo punto del Pil”, oltre al debito che sale al 133% e nel 2017 al 133,1%. I problemi dei conti italiani sono in questi due indicatori: il deficit strutturale è all’1,6% quest’anno, in peggioramento di 0,5% quando invece la Ue chiedeva di migliorarlo di 0,1%. L’anno prossimo salirà addirittura al 2,2%, approfondendo il divario con la regola del debito che vorrebbe invece un miglioramento annuale di 0,5%, al netto della flessibilità. Nella manovra 2017 l’Italia ha chiesto lo 0,4% di spazio ulteriore a causa delle spese “eccezionali” per migranti e terremoto.

Bruxelles, già preoccupata per le molte coperture incerte perché dovute a entrate “una tantum”, sta valutando entrambe le voci. La quantificazione delle spese è l’oggetto del contendere, con la Commissione  Ue propensa a concedere nuovi margini ma senza tradire del tutto le regole. Come segnalava Moscovici all’Eurogruppo, anche con tutta la flessibilità possibile ci sono regole che vanno rispettate, per questo si continua a chiedere a Roma uno sforzo maggiore nel 2017, affinché la legge di bilancio possa rientrare nella categoria “ampiamente in linea con il Patto”.