Uccisero a coltellate due coniugi nella loro casa: ergastolo confermato

«Le modalità del delitto descrivono una carica di malvagità». E quella malvagità «non era necessaria alla concretizzazione del duplice omicidio». Lo scrive la Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con la quale ha respinto il ricorso della difesa contro l’ergastolo inflitto a Lisandra Aguila Rico, la cubana di venticinque anni accusata insieme al fratello Reiver Laborde Rico (giudicato in patria) del duplice omicidio dei coniugi Paolo Burgato e Rosetta Sostero, uccisi a coltellate in Friuli nella loro abitazione di Lignano Sabbiadoro nella notte tra il 18 e il 19 agosto 2012.

Coniugi uccisi, ecco le motivazioni della Cassazione

Nelle diciassette pagine di motivazione i giudici della prima sezione penale della Cassazione hanno spiegato perché hanno ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale relativa all’ergastolo sollevata dal legale della donna. L’ergastolo, hanno spiegato, «ha cessato di essere una pena perpetua, quindi non può dirsi contraria al senso di umanità». I giudici della Cassazione, inoltre, hanno escluso il vizio di motivazione nell’impugnata sentenza della Corte d’assise d’appello di Trieste che ha ravvisato «il concorso di persone “pieno” nel reato», indipendentemente dall’esecutore materiale del delitto. I giudici hanno infine ritenuto infondato «il motivo con cui si lamenta l’avvenuto riconoscimento dell’aggravante della crudeltà ed il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche».