Trump spiazza tutti e va nella tana del “nemico” liberal: il New York Times

Usando il montacarichi, per evitare la folla che lo attendeva nella lobby, il presidente eletto degli Stati Uniti, in cravatta rossa, è salito fino alla redazione al 16° piano, per il pranzo di lavoro con editorialisti, reporter e manager. Era un minuto dopo l’una quando si è seduto nella sala intitolata a Churchill accanto all’editore Arthur Sulzberger Jr. Per una volta è stato lui l’oggetto dei tweet: i giornalisti hanno raccontato l’evento «live» sul sito del Times. Nessuno ha toccato il salmone e il filetto di manzo, si legge su “il Corriere della Sera”.

Trump ha un rapporto conflittuale con il NYT

«Lo leggo. Purtroppo. Vivrei vent’anni di più se non lo facessi», ha detto Trump del New York Times. Per i primi quattro minuti, ha continuato a lamentarsi del cattivo trattamento che ritiene di aver ingiustamente subito durante la campagna elettorale («Potreste dirmi che anche il Washington Post è stato cattivo, ma ogni tanto in realtà scrivevano un buon articolo su di me»). Benché più volte su Twitter il neopresidente abbia accusato il quotidiano newyorkese di mentire (e di essere in bancarotta), ieri assicurava di averne «enorme rispetto». I toni misurati notati dai giornalisti indicano il tentativo di superare l’ostilità, «di voler migliorare il rapporto perché renderebbe più facile il suo lavoro». Quanto alla possibilità di leggi più dure sulla diffamazione, Trump ha scosso la testa: ha raccontato che gli è stato fatto notare che lui stesso potrebbe essere denunciato più facilmente per quel che scrive.

Rinnega l’alt-right

Il neopresidente ha negato di aver puntato sul movimento «alt-right», la destra «alternativa» misogina e razzista. «Non è un gruppo che voglio energizzare, li rinnego». Su Steve Bannon, il suo stratega, che è anche ex amministratore delegato del sito Breitbart (considerato un megafono dell’alt-right): «Se pensassi che è razzista o di estrema destra, non avrei nemmeno pensato di assumerlo». Breitbart? «È solo una pubblicazione, seguono le storie come voi, ma sono conservatori».

Trump continua a sorprendere

Definitivamente archiviato un eventuale processo a Hillary Clinton: «Non è una cosa cui tengo in modo particolare. Non voglio ferire i Clinton, davvero. Lei ha già sofferto abbastanza e in molti modi». Trump assicura che i suoi sostenitori, gli stessi che su Hillary gridavano «Lock her up» («In prigione») ai comizi, «non saranno dispiaciuti. Spiegherò loro che questo salverà il Paese. Una cosa del genere dividerebbe profondamente il Paese».

Trump difende sua figlia Ivanka

«Se fosse per certa gente, non rivedrei mai più mia figlia Ivanka», afferma il neopresidente a proposito dei timori di conflitto di interessi tra la presidenza e i suoi affari che saranno gestiti dai figli (a Ivanka ha permesso di assistere a colloqui con leader mondiali). Trump riconosce che il valore di beni come il suo hotel a Washington saliranno («Il marchio è caldo»), come pure che «è possibile che abbia menzionato» a Nigel Farage, il suo amico leader dell’Ukip, che non vuole la costruzione di pale eoliche al largo dei suoi campi da golf in Scozia: rovinerebbe la vista.