Torino, ora anche i 5 Stelle si accorgono dell’emergenza sicurezza

Ora anche i grillini si accorgono dell’emergenza sicurezza che da anni la destra denunzia: «La sicurezza sta diventando un tema sempre più urgente da affrontare a Torino. Abbiamo già avviato il dialogo con tutte le istituzioni coinvolte con l’obiettivo di creare un percorso condiviso. Di sicuro ulteriori risorse dal Governo ci aiuterebbero a sveltire questo processo». Il sindaco di Torino, Chiara Appendino dell’M5S, ribadisce così, su Facebook, la necessità «di riaprire il dialogo col Governo in merito alla proposta del ministro Alfano sui nuovi poteri da assegnare ai sindaci, a cui deve conseguire il conferimento di maggiori risorse. In tal modo – aggiunge – si aprirebbero ampi spazi per l’amministrazione in tema di gestione delle politiche sulla sicurezza». «Tuttavia non è questo che ci frena – prosegue la prima cittadina -: già oggi sono in costante dialogo con il prefetto e con il comandante della polizia municipale al fine di individuare le priorità in tal senso, per mettere in atto azioni concrete di prevenzione e controllo della criminalità». Per il sindaco pentastellato «spaccio, furti, e reati di varia natura non possono essere tollerati e dobbiamo schierare tutte le forze a disposizione per contrastare questi fenomeni». Il campo nomadi di Via Germagnano e le occupazioni dell’ex Moi, «drammatiche da diversi punti di vista», sono le altre priorità citate dalla Appendino che conclude il post con un ringraziamento alle forze dell’ordine.

Il sindaco di Torino lancia l’allarme

In precedenza il sindaco di Torino aveve precisato che «è sbagliato affrontare il tema sicurezza in modo ideologico e etichettarlo di destra, di centro o di sinistra. È una priorità e bisogna trovare gli strumenti per affrontarla. Ma non basta dare i poteri ai sindaci, ci vogliono anche le risorse finanziarie». Ieri Torino è stata scossa anche dalle 38 condanne del maxi processo d’appello ai No Tav per gli scontri in Valle di Susa dell’estate del 2011. Le condanne più alte restano quelle a 4 anni e 6 mesi di carcere inflitte in primo grado. Gli imputati erano in tutto 47. Alcuni di loro, insieme al pubblico, hanno accolto la sentenza nella maxi aula 1 del Palazzo di Giustizia scandendo slogan. Un corteo di No Tav è stato poi improvvisato a Torino da almeno un centinaio di No Tav subito dopo la sentenza del maxi processo. Alla sfilata ci sono gli imputati e le persone che avevano seguito l’udienza fra il pubblico. Era presente anche Francesca Frediani, consigliera regionale del M5S, ma d’altra parte lo stesso sindaco Appendino aveva chiarito che la Tav non è una priorità né è necessaria. Inoltre, sempre oggi, i vandali sono tornati in azione nel capoluogo piemontese: “Militari stupratori”. Con questo messaggio scritto in stampatello con la vernice nera è stato imbrattato il muro della Scuola di applicazione e istituto di studi militari di corso Matteotti a Torino. L’atto vandalico è probabilmente opera di gruppi di anarchici o di autonomi.