Stuprarono l’interprete di una tv nella “giungla” di Calais: presi tre afghani

Sono stati arrestati a Rungis, vicino a Parigi, i 3 afghani, tra i 30 e i 35 anni, sospettati di essere i responsabili dello stupro dell’interprete di una troupe televisiva avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 ottobre nella “giungla” di Calais. La vittima della violenza, anche lei afghana, accompagnava un giornalista di France 5 che stava facendo un servizio sulla bidonville e che era stato accerchiato da tre uomini che prima gli avevano rubato la telecamera. Poi, uno dei tre aveva violentato la donna minacciandola con un coltello. I tre afghani hanno negato tutto ma la polizia li ha arrestati basandosi su un identikit fatto dalla loro vittima. Avevano anche negato di essere stati a Calais ma l’inchiesta ha stabilito il contrario.

Nella giungla di Calais rapinata la troupe e stuprata la donna

Il fatto è avvenuto nella notte fra il 17 e il 18 ottobre. Con il giornalista, 42 anni, e l’operatore, c’è l’interprete afghana di lingua “pashtu”, 38 anni. È lei che
deve tradurre i racconti dei migranti che arrivano dall’Afghanistan, uno dei gruppi etnici più numerosi nella “giungla”, e che fanno di tutto per raggiungere la Gran Bretagna. La troupe, descritta dai colleghi come esperta e affiatata, viene notata da tre tre uomini di origine afghana, che si avvicinano al gruppo di France 5 mentre ancora si trova nei pressi del recinto. Primo obiettivo, la telecamera e tutto il materiale, che viene rubato, sotto la minaccia di coltelli. Poi,  uno del “branco” rivolge le sue attenzioni alla connazionale che lavora per i francesi e, minacciando anche lei con un coltello, la violenta. A distanza,  osservano tutto il giornalista e l’operatore, tenuti a bada dagli aggressori armati. Quando l’incubo è finito, il giornalista e la traduttrice sono andati al commissariato di Calais per denunciare i fatti, poi la donna è stata affidata alle cure dell’ospedale locale. Per Pascal Marconville, procuratore della repubblica, «lo stupro è stato confermato dal medico legale. Sono stati effettuati prelievi di Dna per individuare l’autore».