Sondaggio, Renzi ora trema davvero: il No è arrivato al 55%

Referendum, si profila una batosta per  Matteo Renzi. Secondo i sondaggi di Renato Mannheimer, partner di Eumetra-Monterosa, pubblicati da Affaritaliani.it, nelle ultime due settimane il No ha guadagnato un altro punto ed ora si trova addirittura al 55% contro il 45% di chi dichiara che voterà Sì alle riforme istituzionali tra poche settimane.

“Ma le cattive notizie per il premier – si legge ancora sul quotidiano on line –  non finiscono qui. La fiducia in Matteo Renzi – sempre secondo i numeri di Eumetra-Monterosa, è scesa negli ultimi dodici mesi di circa 15 punti percentuali precipitando al minimo storico del 24%. La causa principale è la crisi economica. ‘La gente soffre, sta male e tutti i dati Istat ci dicono che c’è pochissima fiducia per il futuro tra gli italiani’, spiega Mannheimer. E l’immigrazione? ‘E’ un fenomeno distinto da quello del calo della fiducia nel premier, ma è crescente il numero di italiani che mostrano di avere timori per la presenza di immigrati nel nostro Paese'”.

A tutto ciò devono essere aggiunte anche motivazioni squisitamente politiche, come l’immagine di divisione che il Pd ha offerto nelle ultime settimane. Tra Renzi e i suoi rivali, principalmente  D’Alema e Bersani, è ormai lotta all’ultimo sangue. E sicuramente non fanno bene al premier le eclatanti manifestazioni di ostilità che i suoi fedelissimi lanciano contro la vecchia classe dirigente di largo del Nazareno, come è accaduto ieri alla Leopolda di Firenze, quando la Boschi ha incitato la platea contro D’Alema. La rissa continua può allontanare dal voto fette consistenti di elettorato piddino, proprio quell’elettorato che dovrebbe in teoria sostenere più convintamente le ragioni del Sì.

Né possono giovare a Renzi i continui endorsement che gli arrivano da leader stranieri e poteri forti globali. Dall’opinione pubblica, certi interventi sono naturalmente percepiti come indebite invasioni di campo.

A questo punto, c’è chi comincia a chiedersi se il problema non sia più ormai quello di stabilire l’entità della sconfitta di Renzi. Se l’esito delle urne fosse molto severo, sarebbe davvero arduo per Matteo rimanere a Palazzo Chigi.