Sisma a Norcia, opere d’arte a cielo aperto: i militari le portano in salvo (video)

Immagini che fanno male, che rendono ad ogni fotogramma la portata della devastazione di quest’ultimo evento sismico senza fine che sta mettendo davvero a dura prova l’Italia centrale e il Bel Paese tutto. Nel video riportato in apertura si vede l’altare a cielo aperto della Chiesa di San Francesco a Norcia ripreso dal drone: e, una volta di più, si intuisce chiaramente la vulnerabilità di quei siti e l’urgenza di doverne proteggere i beni scampati all’onda d’urto delle scosse e ora esposti all’immancabile azione di ladri e sciacalli. Per questo, come annunciato dal ministero della Difesa in queste ore, i militari italiani verranno impiegati per la messa in sicurezza delle opere d’arte colpite dal terremoto. Ad entrare nel merito dell’iniziativa volta al recupero e alla salvaguardia delle opere d’arte messe a serio rischio dal sisma e ora anche minacciate dal maltempo, ha provveduto lo stesso ministro della Difesa, Roberta Pinotti, nel corso di un collegamento in videoconferenza con i teatri operativi, al Coi, il Comando di vertice interforze. Il territorio colpito è amplissimo e sono tanti gli interventi da fare: attualmente sono 1.239 i militari impegnati nell’operazione Sabina per l’assistenza alle popolazioni terremotate.

Norcia, recuperate parti del rosone della basilica di San Benedetto

E allora, sono state recuperate dai vigili del fuoco alcune parti del rosone della facciata della basilica di San Benedetto, a Norcia, in gran parte crollata nel terremoto. I frammenti sono stati messi a disposizione della soprintendenza. Ma questo è solo uno degli interventi eseguiti in queste ultime ore nel centro storico di Norcia, sventrato dal sisma che non accenna ad attenuare la sua morsa. Sempre nella stessa chiesa i vigili del fuoco hanno applicato alle pareti superstiti dei teli che dovranno proteggere le opere d’arte dal maltempo. Rimosse anche alcune travi portanti crollate e diventate pericolanti. Alcune opere d’arte, fra cui statue lignee, sono state invece prelevate dal museo La Castellina e messe al sicuro. Gli interventi dei vigili del fuoco hanno riguardato anche gli edifici civili e le strade. Il corso centrale di Norcia è stato liberato dalle macerie ed ora è transitabile anche ai mezzi pesanti di soccorso. Controllati coppi e tegole sui tetti, divenute pericolanti. Nonostante gli interventi di salvaguardia e di messa in sicurezza, però, il centro storico della cittadina rimane comunque zona rossa nonostante i diversi interventi migliorativi già disposti ed eseguiti.

Norcia, salvate dalla distruzione almeno 300 opere in diverse chiese

e non è ancora tutto: oltre 300 opere sono state messe in salvo a Norcia grazie al lavoro del Laboratorio di diagnostica per i beni culturali di Spoleto. L’operazione di movimentazione era avvenuta in seguito alle scosse del 24 agosto, attraverso un lavoro svolto nei primi di ottobre. In questo modo al momento del crollo della Chiesa di Santa Rita, lo scorso 30 ottobre, all’interno dell’edificio non si trovavano più le opere d’arte che vi erano state ricoverate dopo il terremoto del 1997, in attesa della possibilità di restituirle ai luoghi di origine (Preci, Norcia, Cascia). Si tratta di 52 dipinti su tela, sei dipinti murali, grandi macchine d’altare, preziose suppellettili, mobili da sacrestia, paramenti liturgici, sculture lignee e in cartapesta, databili dal quindicesimo al diciannovesimo secolo. «Le operazioni – spiega una nota del Laboratorio – sono state eseguite in tempi strettissimi grazie alla grande disponibilità della soprintendenza alle Belle Arti dell’Umbria, diretta da Marica Mercalli, ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Perugia e alla operatività generosa dei vigili del fuoco, guidati dal comandante Gianfrancesco Monopoli, che hanno provveduto alla rimozione dei beni dall’interno della chiesa, leggermente coinvolta già dalla scossa del 24 agosto».