Selfie di Briatore mentre vota Sì: al via il ricorso per annullare la scheda

Annullare il voto di chi ha postato su Facebook la scheda con il Sì in vista, tra i quali c’è Flavio Briatore. A chiederlo è il Comitato per il No guidato da Alessandro Pace che preannuncia ricorsi sul voto degli italiani all’estero.

Il Comitato del No contro il voto di Briatore

«Il voto estero, oggetto di una particolare “attenzione” da parte del governo, continua a essere monitorato in considerazione del rilevante fenomeno di falsificazione delle schede emerso in modo preoccupante negli anni passati». Lo annuncia il Comitato del No che cita le decine di migliaia di schede false pervenute nelle elezioni politiche del 2008.

La lettera al ministero degli Esteri

Da qui la lettera al ministero degli Esteri chiedendo il massimo controllo sulle schede in arrivo onde accertarsi che siano autentiche». Il Comitato «si riserva di agire attraverso i rappresentanti di lista nel controllo accurato delle schede, ma chiede in modo esplicito l’impegno dei Consolati anche fornendo, entro venerdì prossimo, i dati sul numero di schede stampate, di quelle inviate, di quelle smarrite, di quelle tornate al mittente eccetera. Il Comitato chiede anche, tra l’altro, per ogni consolato una certificazione di avvenuta distruzione di tutte le schede non utilizzate o ritornate al mittente.

Non solo Briatore: nel mirino altri elettori all’estero

Ma il fatto più grave contestato (e documentato) nella lettera al ministro Gentiloni rimane quello di elettori (Flavio Briatore, Laura Serra, Mauro Prini) che hanno fotografato e postato su internet la propria scheda, un comportamento che fa venir meno la segretezza del voto e può configurare il reato di voto di scambio». Per questo, il Comitato «chiede al ministero degli esteri di dare disposizioni affinché questi voti siano annullati, non fosse che per un fatto simbolico che sconsigli simili comportamenti in futuro e di segnalare tutti i casi simili alle competenti autorità; o almeno si chiede che i consolati segnalino i plichi interessati in modo che all’apertura dei seggi a Castelnuovo di Porto si possa procedere alla sottrazione del voto contestato. Il Comitato, comunque, si riserva di portare all’attenzione della magistratura tutti i casi di irregolarità e in particolare di violazione della segretezza del voto, che, se si diffondesse in futuro, sarebbe causa di gravi violazioni delle regole nell’esercizio della democrazia».

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