Scoppia la guerra dentro l’Inps: il direttore Cioffi si dimette contro Boeri

Il direttore Generale dell’Inps, Massimo Cioffi ha comunicato al ministro del Lavoro Giuliano Poletti la propria decisione di rimettere l’incarico “per contribuire a superare una situazione di ricorrente contrasto di opinioni con il Presidente dell’Inps, che potrebbe, alla lunga, danneggiare la regolare funzionalità dell’Istituto”. E’ quanto si legge in una nota del ministero del Lavoro. La guerra tra il presidente Tito Boeri e Cioffi va avanti da mesi.  Lo scontro riguarda l’assetto di potere e coinvolge anche il Consiglio di indirizzo e vigilanza, composto da rappresentanti dei sindacati e delle imprese, e il collegio dei sindaci. Tutti contrari alla riorganizzazione portata avanti da Boeri, accusato in sostanza di volersi arrogare poteri che le norme assegnano al direttore generale e al Civ.

Della questione sono stati investiti i ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia). Il Civ, inoltre, con una decisione senza precedenti, ricorrerà al Tar per chiedere l’annullamento del «Regolamento di organizzazione» varato dal presidente. A complicare la situazione è lo stato di fibrillazione di tutta la dirigenza Inps che, secondo la riorganizzazione targata Boeri, vedrebbe entro l’anno decadere tutti gli incarichi, che poi verrebbero riassegnati dopo una selezione delle candidature affidata a una commissione di tre esperti esterni appena nominata dallo stesso Boeri, anche qui in dissenso da Cioffi. Si rischia un contenzioso diffuso mentre secondo diversi dirigenti, membri del Civ e del collegio dei sindaci c’è un preoccupante calo delle performance dell’istituto. Parliamo di un ente che, dopo l’unificazione con Inpdap ed Enpals, gestisce le pensioni e le prestazioni assistenziali di tutti gli italiani e che ogni anno amministra spese superiori a 400 miliardi di euro (un quarto del prodotto interno lordo) e ha 29mila dipendenti.