Sarkozy se la vede brutta. L’accusa: 5 milioni di euro dalla Libia nelle valigie

Come un pugno allo stomaco allo scadere del penultimo round. Cinque milioni di euro dalla Libia, in contanti, consegnati in tre valigie a Nicolas Sarkozy e al suo ex braccio destro Claude Guéant: un nuovo siluro raggiunge l’ex presidente francese a cinque giorni dal primo turno delle primarie della destra, ancora incerte. Smentita categorica da parte dell’ex capo dello stato. Nel panorama degli aspiranti candidati alla presidenziale, cala nei sondaggi Alain Juppé, che resta prima nel centrodestra, e sale l’ex premier François Fillon, che resta terzo. Al secondo posto, Sarkozy.

Alle primarie Sarkozy si gioca tutto

Ma la novità, in attesa di sapere cosa succederà nella sinistra, arriva con l’annuncio ufficiale della candidatura dell’ex ministro dell’Economia, Emmanuel Macron. Nella tentacolare vicenda che riguarda i presunti finanziamenti occulti della Libia di Muammar Gheddafi alla campagna elettorale di Sarkozy nel 2007, è arrivata la videotestimonianza del faccendiere franco-libanese Ziad Takieddine, che assicura di aver «trasportato un totale di 5 milioni di euro» in alcune valigie nel corso di tre viaggi fra il novembre 2006 e inizio 2007. Avrebbero, secondo lui, avuto al loro interno banconote da 200 e 500 euro, ognuna per un totale fra 1,5 e 2 milioni. Le prime due le avrebbe lasciate direttamente nell’ufficio di Guéant, la terza “consegna” si sarebbe verificata in un appartamento di Sarkozy, allora ancora ministro dell’Interno. Le valigie gli sarebbero state consegnate, secondo la testimonianza video, a Tripoli dal capo dei servizi segreti libici. La magistratura indaga ormai da oltre tre anni sull’ipotesi di un finanziamento occulto della campagna elettorale con la quale Sarkozy si affermò sulla socialista Segolène Royal al ballottaggio. Diverse sono le testimonianze raccolte di ex responsabili libici dell’epoca, che parlano di denaro diretto verso la Francia. Nessuna prova ha però finora mai suffragato tali affermazioni. Sul piano politico, è sempre più teso il clima nel centrodestra, dove il sindaco di Bordeaux, Juppé – da tempo solo al comando in tutti i sondaggi – sembra accusare la fatica e perde punti. Sarkozy incalza e Fillon, al terzo posto, è in agguato. A sinistra tutto tace in attesa della dichiarazione prevista per dicembre del presidente François Hollande, che non ha ancora chiarito ufficialmente le sue intenzioni, anche se in pochi dubitano che voglia tentare di ricandidarsi nonostante la popolarità ai minimi. Negli ultimi giorni prende sempre più forma una candidatura del premier Manuel Valls, che al momento non si è fatto ufficialmente avanti, anche perché il delicato frangente politico non consiglia un confronto presidente-premier.