Salvini prepara il viaggio a Mosca e si sente già la leadership in tasca

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, sarà a Mosca venerdì. Un viaggio che si inserisce nella strategia politica di un leader che sta facendo di tutto per accreditarsi come paladino del centrodestra populista, putiniano e “trumpiano”. I viaggi all’estero, in questo quadro, hanno sempre rappresentato, anche per altri personaggi politici, altrettante tappe  verso il ruolo di candidato premier. E il caso di Salvini non fa certo eccezione. Gianluca Savoini, che cura i rapporti con la Russia per il segretario del Carroccio, ha spiegato quale sia l’agenda del leader leghista:  “Venerdì – ha dichiarato  saremo in mattinata alla Duma per incontri istituzionali e faremo una conferenza stampa nella sede di Ria Novosti alle 14.30” ora di Mosca, le 12.30 in Italia. Nel pomeriggio, all’hotel Golden Ring, è previsto un incontro con la comunità italiana a Mosca, per spiegare le ragioni del no al referendum costituzionale del 4 dicembre.

Salvini commenta le ultime sortite di Berlusconi ribadendo quanto detto a Firenze: “È il momento del coraggio, delle scelte di osare. La scelta di Trump è stata una grande lezione di democrazia. Ma fino al 4 dicembre io sono impegnato nella campagna per il No. Non vedo l’ora che sia il 5, quando saranno i cittadini a scegliere, non certo questo o quel capo di partito”. Salvini sottolinea ancora una vota che  non esiste la possibilità, in caso di vittoria del No, di un governo di larghe intese con la Lega per fare la legge elettorale. “No, si vota subito e con qualunque legge elettorale”, risponde. Mentre dunque Meloni punta sulle primarie e Berlusconi ridimensiona il ruolo di Parisi, chi sembra granitico sulle sue posizioni è proprio Salvini, convinto di avere dalla sua la simpatia della maggioranza degli elettori del centrodestra. Per questo non ritiene neanche necessario soffermarsi sul valore dell’unità di centrodestra richiamato dal Cavaliere. Un elemento che certo non è passato inosservato.