Romney al posto della Clinton? La mossa di Trump per il Segretario di Stato

Con le prime nomine ha premiato i fedelissimi e le correnti ultra-conservatrici. Adesso Donald Trump comincia la missione più delicata e la scommessa più ambiziosa: allargare la squadra di governo fuori dai confini deicollaboratori e alle anime più tradizionali, moderate e accreditate del partito repubblicano e dell’establishment politico americano, per dare peso e influenza globale a un’amministrazione ancora guardata con sospetto a apprensione. Per questo Trump ieri pomeriggio ha incontrato aporte chiuse il suo critico interno più feroce, nonché ex candidato presidenziale nel 2012, Mitt Romney, si legge su “il Sole 24 Ore”.
Romney favorito siu Giuliani
Un incontro per nulla di circostanza: in palio è nientemeno che la poltrona di Segretario di Stato, di uomo di punta della diplomazia statunitense nei prossimi quattro anni. Romney, ben più di Rudolph Giuliani, garantirebbe solidità al suo mandato alla Casa Bianca. Anche qualora i colloqui non andassero in porto, Trump spera che il fatto stesso che siano avvenuti migliori la sua immagine e spiani la strada a nuove nomine equilibrate. Al termine sia Trump sia Romney hanno definito l’incontro «molto positivo», con una discussione ad ampio raggio sugli interessi del Paese. Che per nulla di circostanza fosse rincontro è stato chiaro fin dal luogo dell’appuntamento. Non la Trump Tower a Manhattan, bensì il resort con campo da golf di Trump a Bedminster in New Jersey, ritenuto adatto a discussioni di sostanza al riparo da occhi indiscreti.
Diverse le posizioni di Romney e Trump
E molto c’era da discutere: le posizioni di Romney in politica estera sono spesso agli antipodi di quelle annunciate durante la campagna da Trump e dai suoi consiglieri. Romney è un internazionalista convinto, alfiere della Nato e delle alleanze globali di Washington. Considera la Russia di Vladimir Putin una minaccia per l’ordine globale. Ed è un difensore del libero scambio. Di più, tra i due c’è un passato di durissima animosità personale. Romney è stato il leader repubblicano che più si è esposto contro Trump fin dalle primarie: in una ormai famosa conferenza stampa nello Utah lo definì «falso e truffatore», del tutto non qualificato per la Casa Bianca e un uomo che se fosse diventato presidente avrebbe portato al declino sicuro della sicurezzae della prosperità americana.