Roma, cade un albero nel giardino di una scuola materna: evacuati i bambini

Mentre Renzi litiga con l’Europa sui fondi sottratti al bilancio dello Stato per interventi di manutenzione, in Italia si continuano a verificare episodi allarmanti, non legati al sisma ma al maltempo. Momenti di paura in un asilo nido sulla circonvallazione Appia a Roma dove, un albero ad alto fusto del giardino si è inclinato finendo sulla struttura. È accaduto intorno alle 12. Sul posto vigili del fuoco e polizia. A scopo precauzionale, durante l’intervento è stato evacuato l’asilo e interrotte le attività didattiche. L’albero è stato rimosso. Dell’emergenza scuole ha parlato stamattina anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti: «Siamo in campo dal primo momento perché ci sia una immediata presenza nelle situazioni di emergenza e stiamo lavorando con i sindaci per stilare la situazione dello stato di calamità», ha spiegato a margine di una iniziativa alla Garbatella. Domani, intanto, riaprono le scuole a Ladispoli ad eccezione degli edifici scolastici che hanno sede in via Praga e in via Varsavia che riapriranno lunedì 14 novembre. I due plessi saranno chiusi per permettere i lavori di ripristino dopo la tromba d’aria di domenica scorsa.

Scuola, secondo il Codacons Renzi mente

Sulla questione della sicurezza delle scuole italiane e la polemica con l’Europa “Matteo Renzi mente”. Lo afferma il Codacons, che invierà oggi una lettera al presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, evidenziando “tutte le omissioni dello Stato Italiano sul fronte dell’edilizia scolastica” e chiedendo di rigettare le richieste del Premier sul patto di stabilità. «Già nel 2011 il Governo, su ordine prima del Tar Lazio, poi del Consiglio di Stato, avrebbe dovuto attuare il Piano generale di edilizia scolastica per mettere in sicurezza tutte le scuole italiane. Ciò per effetto – spiega l’associazione – di una class action contro la P.A. avviata e vinta dal Codacons, attraverso la quale i giudici hanno ordinato al Ministero dell’istruzione di emanare il suddetto Piano previsto dall’art. 3 del D.p.r. 20 marzo 2009, n. 81».