Roberto Menia tra gli italiani all’estero: “Tremaglia avrebbe votato No”

“La riforma costituzionale targata Boschi-Renzi? Solo una truffa a cui il Ministro degli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia avrebbe detto No”. Così il segretario generale del Ctim (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo), on. Roberto Menia, dinanzi ai connazionali di Tenerife, intervenuti presso l’Auditorium Infanta Leonor in Los Cristianos in occasione del seminario per spiegare le ragioni del No al referendum del prossimo 4 dicembre.

“Tremaglia, padre della legge sul voto all’estero e innamorato degli italiani nel mondo non credo avrebbe accettato una riforma che produce una marcata sottorappresentazione, con una serie di discrepanze oggettive. Come l’anomala composizione del nuovo Senato, o risparmi di costi che la ragioneria ha quantificato in pochissimi milioni di euro, passando dal nodo irrisolto dell’articolo 70 e da un modello, quello proposto dal governo, che non risolve gli attuali problemi, anzi li moltiplica. Credo sia utile votare no almeno per tre motivi – aggiunge Menia – La riforma non supera il bicameralismo perfetto, ma lo complica tenendo in vita la navetta e produce più con itti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato. Non cancella il Senato, ma gli assegna altri compiti (non quello di camera delle autonomie), pescando i nuovi 100 senatori tra consiglieri regionali e sindaci che avranno anche l’immunità. E aumenta i poteri del premier-segretario ma senza check and balance, come nemmeno negli Usa il Presidente ha. Potrà nominare deputati, giudici della Consulta e ministri”. “Insomma – conclude Menia – un gran pasticcio, per giunta pericoloso. A cui i presidenzialisti veri, contando sul voto degli italiani all’estero, dovranno dire di No”.