«Renzi ha violentato la democrazia»: il centrodestra unito per il No

Una manifestazione unitaria che vede tutto il centrodestra compatto nel dire No al referendum del 4 dicembre, spiegandone le ragioni una ad una. A Roma sono intervenuti un po’ tutti i rappresentati della galassia del centrodestra al meeting in corso al Centro congressi Seraphiucum per  spiegare gli aspetti chiave di una riforma che non creerà stabilità, ma confusione, conflittualità, squilibrio tra le due camere. Esattamente il contrario degli spot che sta lanciando Renzi alla Leopolda.

 Rampelli: «Dobbiamo convincere gli elettori del centrodestra»

«Questa è una pessima riforma – scandisce Fabio Rampelli–  Il centrodestra è più attrezzato a vincere le elezioni nazionali, mentre il centrosinistra le amministrative: quindi se il centrodestra dovesse vincere le politiche, avrebbe sempre la seconda Camera ostile nel caso passasse la riforma. Si creerebbe il più grande conflitto tra le istituzioni e noi daremmo l’impressione come centrodestra di non governare la nazione». Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, insiste su questo aspetto che è determinante nella valutazione della ragioni del No, ma che sui quotidiani e sul web incontra poca attenzione. Da qui deve partire un impegno capillare: «Dobbiamo dirlo agli elettori di centrodestra un po’ farlocchi che credono che comunque sia meglio fare sempre le riforme. Diffondiamo questo verbo, staniamo tutti coloro i quali si sono fatti questa idea, dobbiamo bloccare questa riforma per rendere i cittadini italiani liberi di non essere di sinistra. No a questa e a Renzi». 

Brunetta: «Renzi ha violentato la democrazia»

Incalza Renato Brunetta: «Renzi, per approvare questa schiforma, ha violentato il Parlamento, ha violentato la democrazia. Al referendum diciamo No perché la Costituzione deve unire e non dividere il Paese, diciamo No perché ci sia, dopo, una riforma condivisa, come condivisa fu la Carta costituzionale nel ’47». Il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a margine della convention “Noi No”, ha aggiunge: «Il 4 dicembre vincerà il No e Renzi andrà a casa, e dal 5 tornerà la democrazia nel nostro Paese. Non possiamo permettere che diventi effettiva una schiforma che taglia la democrazia, taglia la sovranità popolare e che consegna, senza pesi e contrappesi, tutto il potere a un uomo solo al comando». «Il referendum costituzionale spacca il Paese, unisce il centrodestra e spappola la sinistra: il Partito democratico si divide», ha aggiunto. Votare No è dunque un’occasione ghiotta per il rilancio di un centrodestra che sul No alla riforma di Renzi e Boschi sta trovando la quadra. «Renzi è sempre più solo. Bersani lo ha abbandonato, lo stanno abbandonando tutti, ha dalla sua parte solo un po’ di finanzieri, ha solo JP Morgan, ha solo chi paga 30mila euro per le sue cene. È da solo, solo e abbandonato alla Leopolda. Il centrodestra ha governato unito per 10 anni. Insieme Lega, Fratelli d’Italia che allora non c’era, Forza Italia, tutto il centrodestra unito ha governato dal ’94 per dieci degli ultimi 20 anni e sarà ancora unito per governare. Adesso siamo ad un momento di svolta: quando gli italiani diranno No al referendum, Renzi si dovrà dimettere, si farà una nuova legge elettorale e si andrà al voto. Ogni fine settimana il centrodestra fa 500 eventi in giro per l’Italia, Renzi è da solo, ne fa 3 o 4 con la polizia che lo deve difendere come oggi alla Leopolda, dove non sono state autorizzate manifestazioni di dissenso. Noi stiamo in mezzo alla gente, mentre Renzi è da solo con i suoi poteri marci», ha concluso Brunetta.

Gasparri: «Centrodestra mai più diviso»

«La nostra posizione è chiara come quella di Berlusconi che ha fatto una scelta di campo chiara per il no per cui i restroscenisti si trovino un altro lavoro. No ad una riforma sbagliata, io sono onorato di essere tra i ‘nemici’ di Renzi perché sono amico della democrazia e della libertà», dice Gasparri. Da questa manifestazione arriva anche un altro messaggio: mai più divisi. Dobbiamo state insieme per vincere e governare l’Italia», conclude il vicepresidente del Senato alla manifestazione per il No al referendum.