Renzi contro tutti: Economist, Monti, Berlusconi. Ma difende De Luca…

«Leggo che l’Economist parla di un governo tecnico, tecnocratico. Magari per l’Italia è meglio, io l’ultimo governo tecnico che ricordo ha alzato le tasse». Matteo Renzi, al forum con La Stampa, irritato per l’invito a votare No arrivato dall’autorevole testata economica, risponde per le rime ricordando l’esperienza Monti, il quale, peraltro, proprio oggi ha rinnovato il sostegno. «Il 2017 – dice in un altro passaggio Renzi, intervistato da Massimo Gramellini – sarà cruciale per l’Europa e l’Italia deve avere una forte strategia europea e, secondo me, lo può fare solo un governo con solidità e stabilità, un governo tecnico che dice “ce lo chiede l’Ue” non fa l’interesse dell’Italia ma di altri». Ma Renzi ce l’ha anche con Berlusconi, che gli aveva teso la mano sostenendo di essere pronto ad aprire un tavolo di confronto il giorno dopo la possibile sconfitta del referendum.  «Berlusconi va a giorni alterni, ora dice che vuole il tavolo con me il giorno dopo la vittoria del No. Ma al tavolo ci trova Grillo e D’Alema, non me», dice il premier, ricordando che nel fronte del No ci sono “5 ex premier che per anni ci hanno detto riforme e non le hanno fatto, poi se gli italiani vogliono affidarsi a loro, prego si accomodino”. Renzi ribadisce poi che lui non ci sta a vivacchiare: «Io non sono adatto, se dobbiamo tornare alle liturgie del passato, le riunioni di maggioranza con i tecnici, per la logica della palude, delle sabbie mobili tanti sono più bravi di me. Io sto se possiamo cambiare. Ho 41 anni – sostiene – ho fatto il premier, non ho più bisogno di aggiungere una riga al curriculum vitae. Quando toccherà uno si gira, si inchina alla bandiera e sorride, non mette il broncio. Passerò la campanella con un sorriso e un abbraccio a chiunque sia perchè Palazzo Chigi non è casa tua ma degli italiani. Non si sta in politica solo per svolgere un servizio ma per cambiare qualcosa. Il mio futuro non è interessante, il referendum è un occasione per l’Italia, è l’assist perfetto e l’Italia ha l’occasione per fare il tiro decisivo». Ne ha per tutti, Renzi, tranne che per i suoi, come quel De Luca che spara insulti e promesse elettorali come fossero noccioline. «Le parole di De Luca sono discutibili ma che tutto il dibattito giri su De Luca…Per me è il presidente della Campania e deve parlare con i fatti, sulla bonifica della Terra dei Fuochi come sulla disoccupazione. Con uscite discutibili De Luca alimenta le polemiche ma con i fatti è stato un baluardo contro la criminalità in Campania», dice. Ed è una difesa, d’ufficio ma pur sempre una difesa.