Renzi agita lo spauracchio del governo tecnico. Ma Monti gli piaceva

Matteo Renzi torna a fare la voce forte con l’Europa. Ma è un bluff: l’astensione al bilancio 2017 dell’Ue, infatti, non avrà effetti sull’Europa, ma il premier lo rivendica come una svolta epocale e minaccia agli italiani l’arrivo del governo tecnico, quello che lui stesso ha appoggiato con Monti per disarcionare Berlusconi.

Renzi bluffa sulla Ue

«Noi diamo 20 miliardi all’anno all’Europa e ne prendiamo indietro 12, per un accordo del governo Monti. Giuridicamente per quest’anno non ho il potere di bloccare questi 20 miliardi, il veto non lo abbiamo ancora messo, ma nella discussione sul prossimo bilancio diremo: ci va bene essere un Paese che mette più soldi, ma se in Ue non fanno le persone serie sull’immigrazione, se in economia si continua con l’austerity che non porta da nessuna parte, noi quei soldi ce li teniamo». Renzi fa finta di mostrare i muscoli per corteggiare gli italiani, stanchi dei sacrifici in nome dell’Europa. «Non è una minaccia – spiega Renzi ironico –  è un amorevole consiglio, un grazioso suggerimento agli amici europei. Mi sono rotto le scatole di quelli che dicono “ce lo chiede l’Europa”». Il premier dei miracoli aggiunge: «l’Italia è un Paese forte, ha fatto le riforme, ci sono i primi segnali di ripartenza…». Poi agita lo spauracchio del governo tecnico se le cose andassero male con la riforma della Costituzione. «O giochiamo in grande in Europa – dice ancora Renzi dai miracoli di Radio 24 – o se dobbiamo ricominciare con il “ce lo chiede l’Europa” riprendetevi il governo tecnico, erano così bravi quelli lì…». Eppure quando si trattò di incoronare Mario Monti, Renzi non ebbe niente da dire.