Putin concede la cittadinanza russa a Steven Seagal: «È un nostro fratello»

Da Hollywood al Cremlino: dopo Gerarde Depardieu un altro attore chiede asilo a Mosca. E stavolta la richiesta è partita direttamente dagli States. Putin, infatti, ha da poco concesso la cittadinanza a Steven Seagal, l’attore americano che più volte in passato ha difeso la politica del governo russo, compresa l’annessione della penisola di Crimea nel 2014.

Putin concede la cittadinanza russa a Steven Seagal

Dalla signora in rosso (Seagal, dall’alto dei suoi 4 matrimoni, è stato sposato anche con l’attrice Kelly Le Brock, indimenticabile Signora in rosso accanto a Gene Wilder) alla bandiera rossa: Vladimir Putin ha concesso la cittadinanza russa al mitico attore – abile maestro di arti marziali e, per l’esattezza, cintura nera 7° Dan di Aikido – e l’annuncio è arrivato direttamente dal sito ufficiale del Cremlino a corredo di una serie di attestazioni pubbliche di stima istituzionale e di dichiarazioni di simpatia umana e ammirazione politica rilanciate a più riprese dal protagonista di Trappola in alto mare. «È uno dei maggiori leader mondiali viventi, lo considero mio amico e vorrei considerarlo mio fratello», ha sostenuto anche recentemente l’interprete americano riferendosi a Putin. E così, detto, fatto: Seagal, fine conoscitore insieme a pochi altri colleghi del calibro di Bruce LeeChuck NorrisJean Claude Van Damme, e Jackie Chan, dei segreti e dei misteri delle arti marziali e delle stoccate diplomatiche, i cui nonni paterni erano ebrei russi, non ha mai fatto mistero delle sue simpatie filo-russe – e pro Putin in particolare –. Simpatie e ambizioni di cittadinanze onorarie rivendicate in barba a pregresse guerre fredde Usa-Urss e noncurante dei soliti sempreverdi complottisti, il cui mirino polemico risulta sempre puntato contro Mosca e i suoi leader. Anzi…

Un desiderio inseguito da tempo

Addirittura, come si stanno affrettando a scrivere le cronache hollywwodiane e i numerosissimi post affidati alle rete in queste ore, l’attore americano Steven Seagal, «per un tempo abbastanza lungo, e in maniera insistente, ha chiesto che gli fosse concessa la cittadinanza russa»: e a confermarlo in mattinata è stato direttamente il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, commentando la decisione di Putin di concedere il passaporto russo all’attore . Attore che, pochi sanno, in passato sul set ha lavorato anche come coordinatore delle scene di combattimento in diversi film tra i quali L’ultima sfida del 1982, con Scott Glenn Toshiro Mifune, e Mai dire mai (dell’anno successivo, con Sean Connery). E allora, dopo aver sottolineato che avere la cittadinanza russa era «un desiderio» di Seagal, Peskov ha ricordato che la star di Hollywood è nota «per i suoi sentimenti caldi verso il nostro paese, che non ha mai nascosto». Sentimenti corrisposti e premiati oggi con l’istituzionale riconoscimento. Sentimenti sicuramente presenti nel suo dna, e decisamente rinfocolati dalla stoffa di un leader che – dopo due mandati di Obama – tanti americani anelano ad avere anche a casa loro…