Le prime cinque nomine di Donald Trump: un calcio all’ipocrisia buonista

Donald Trump mette a punto la sua squadra, con scelte che virano a destra, cancellano il buonismo e rispettano gli impegni presi in campagna elettorale.

Ecco le prime cinque nomine decise da Trump:

Jeff Sessions a ministro della Giustizia. Conosciuto per la sua linea dura sull’immigrazione, Sessions è stato il primo senatore ad appoggiare Donald Trump. La sua nomina spingerà probabilmente il Dipartimento di Giustizia verso destra. Sessions dovrà essere confermato dal Congresso.

Mike Pompeo a direttore Cia. Eletto in Congresso nel 2010, è un sostenitore del carcere di Guantanamo, che a suo avviso dovrebbe restare aperto, e un duro critico dell’accordo sul nucleare con l’Iran. Pompeo, politico del Kansas, è salito alle cronache per le dure critiche a Hillary Clinton e all’amministrazione Obama per Bengasi, definendo la condotta di Clinton «moralmente riprovevole».

Michael Flynn a consigliere della Sicurezza nazionale. Generale in pensione è stato fra i primi a sostenere Trump. Critico dell’amministrazione Obama, accusata di essere troppo morbida con il terrorismo, Flynn ha di recente affermato che l’Islam e’ un’«ideologia politica» che si nasconde «dietro l’essere una religione».

Steve Bannon a stratega e consigliere. Nazionalista convinto, è stato alla guida di Breibart News, pubblicazione che ha appoggiato da subito il presidente eletto.

Reince Priebus a capo staff della Casa Bianca. Il presidente del Republican National Committee è stata la scelta più “sicura” di Trump, quella di apertura all’establishment repubblicano. Il suo ruolo è cruciale soprattutto per i suoi legami con il Congresso.