Presidenziali francesi, Marine Le Pen in campo «in nome del popolo»

«Au nom du peuple». Marine Le Pen scende in campo «in nome del popolo» e infiamma la sfida per l’Eliseo in programma il prossimo anno. È lei la candidata da battere e sarà presumibilmente contro di lei che si salderanno alleanze e si stipuleranno intese tra partiti tradizionali. A maggior ragione ora che l’ombra di Donald Trump si proietta minacciosa da oltreoceano. In molti, infatti, pensano (o temono) che non c’è due senza tre e che dopo Brexit e Trump tocchi ora a Marine Le Pen stupire il mondo e turbare i sogni di quanti vedono nel risorgente sovranismo una minaccia alla globalizzazione. La linea di demarcazione passa proprio intorno al «popolo», evocato da Marine Le Pen in segno di provocazione nei confronti di una gauche che anche in Francia ha smesso da tempo i panni di paladina dei deboli per assumere quelli di reggitori di moccolo della finanza internazionale. Sarà siprattutto su quel lato politico che Marine Le Pen tenterà di sfondare per catturarne elettoralmente i delusi. Si spiega così anche la scelta del nuovo logo, una rosa blu tra il nome Marine (in maiuscolo) e la parola President, personalmente postato su Twitter dalla leader del Front National. 

Una rosa blu è il nuovo simbolo di Marine Le Pen

Una rosa blu opposta alla rosa rossa dei socialisti, che vivono in queste ore una fase di grande travaglio. La debolezza del presidente uscente Francoise Hollande è talmente evidente da avergli impedito persino la possibilità di indicare al partito un candidato unitario. Ne ha subito approfittato l’ex-ministro dell’Economia, il 38enne Emmanuel Macron, che da Bobigny, nella banlieu parigina, ha infatti annunciato la sua candidatura. Macron è stato un fedelissimo dell’attuale presidente fino a tre mesi fa. Poi gli ha voltato le spalle per lanciare il suo movimento politico En Marche! «Sono pronto – ha assicurato -, ce la possiamo fare, per questo sono candidato alla presidenza della Repubblica». Ma non sarà solo lui l’avversario di Marine Le Pen sebbene il suo messaggio – «non sono né di destra né di sinistra» – può risultare insidioso.  Di certo la sua decisione di candidarsiu senza passare per le primarie ha spiazzato tutti:  la gauche ufficiale e i Républicains. 

E Macron inguaia Hollande: «Mi candido senza primarie»

Macron vuole lanciare la sfida della “rottamazione” anche in Francia. Da un fiammante palchetto attrezzato in un garage di banlieu è partito all’attacco della vecchia classe politica. «Ho visto dall’interno la vacuità del nostro sistema politico», ha detto l’ex-ministro, che non «persegue più l’interesse generale» ma «solo quello personale». In realtà l’uomo che vorrebbe «far entrare la Francia nel XXI secolo», cambiandone le «regole obsolete» e sconfiggendone i «clan» non è proprio nato sotto un cavolo: prima di essere nominato nìministro da Hollande, è stato segretario generale dell’Eliseo e prima ancora banchiere d’affari dei Rothshild. Per ora, la sua discesa in campo non viene commentata dai suoi ex-compagni socialisti. Ostenta addirittura indifferenza l’attuale primo ministro Manuel Valls, un tempo amico e ora acerrimo rivale di Macron che ha commentato con un laconico «nulla mi tange» la confusione che regna nella sinistra francese. Marine Le Pen può sperare.