Polizia penitenziaria, agente si spara. Sale la protesta: «Non ne possiamo più»

Agente della polizia penitenziaria femminile si è ferita con un colpo alla testa con la pistola di ordinanza mentre era in servizio di vigilanza a una detenuta ricoverata presso l’ospedale civile di Venezia. Ne ha dato notizia il Cosp (Coordinamento sindacale penitenziario), indicando che l’agente è stata subito ricoverata presso lo stesso nosocomio in gravi condizioni e che le cause del gesto «sono ancora sconosciute».

La protesta dei sindacati di polizia penitenziaria

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, si dice «sgomento» dalla notizia: «Solo nel mese di agosto si erano tolti la vita due poliziotti penitenziari, e dal 2000 ad oggi oltre cento sono stati i casi di suicidio nel Corpo di Polizia e dell’Amministrazione penitenziaria». Capece fa un richiamo alle situazioni di stress dei lavoratori penitenziari ed esprime un richiamo all’Amministrazione penitenziaria che non può «continuare a tergiversare su questa drammatica realtà. Non si può pensare di lavarsi la coscienza istituendo un numero di telefono – peraltro di Roma! – che può essere contattato da chi, in tutta Italia, si viene a trovare in una situazione personale di particolare disagio. Servono soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del Personale di Polizia penitenziaria. Come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, è necessario strutturare un’apposita direzione medica della Polizia penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione penitenziaria».