«Pochi soldi da spendere»: così la crisi spinge gli italiani a fare acquisti illegali

Quasi un italiano su tre almeno una volta ha comprato prodotti illegali o si è servito da abusivi. Più di 7 su dieci, poi, ritengono che giovarsi della rete del nero sia «normale» o «utile» per chi è in difficoltà. A rivelarlo è l’indagine “Legalità, mi piace” della Confecommercio, da cui emerge anche che il fenomeno è in crescita rispetto al 2015. Con un bilancio nefasto per l’economia in chiaro: il 65% delle imprese regolari ne è danneggiato.

Un italiano su tre fa acquisti illegali

Nel dettaglio i consumatori che si rivolgono al mercato illegale sono il 27% circa del totale, un +1% sul 2015. Abbigliamento (+2,1%), audiovisivi, videogiochi e musica (oltre il +2%) svettano su tutti, ma tra i settori più colpiti ci sono anche i gioielli e i generi alimentari. Cresce anche l’acquisto illegale sul web, dai farmaci all’elettronica. Di pari passo con la crescita dei consumi di questo settore, crescono anche i danni a chi rispetta le regole: le imprese del commercio che ritengono di subire contraccolpi sono aumentate del 3% rispetto al 2015, da 62,1% a 65,1%. Una percezione più forte tra le imprese del Mezzogiorno.  Gli effetti dell’economia illegale che pesano di più sulle imprese sono: concorrenza sleale, riduzione del fatturato, peso degli investimenti per la sicurezza dell’azienda (acquisto di servizi di videosorveglianza, antitaccheggio, etc), non poter assumere nuovi addetti (o mantenere quelli attuali) per il peso dei costi, perdita di appeal della propria impresa.

Un’indagine di Confcommercio rivela perché

Il motivo per cui si acquistano prodotti illegali, spiega Confecommercio, è soprattutto legato a fattori economici: il 73,3% dell’intero campione degli intervistati (contro il 70% del 2015) «pensa di fare un buon affare risparmiando», il 73,2% dichiara apertamente di non avere «i soldi per acquistare i prodotti legali» (era il 72,1% del 2015). A ritenere che acquistare prodotti illegali sia «normale» e «utile» sono in prevalenza gli uomini e i giovani fra i 18 ed i 24 anni, ma il consumatore di prodotti e servizi illegali è in prevalenza donna (54%) e ha fra i 35 e i 54 anni. Significative, tuttavia, anche le percentuali di coloro che hanno oltre 64 anni (18,3%), risiedono più frequentemente nelle regioni del Mezzogiorno (43,7%) e in quelle del Centro Italia (24,7%). Il fenomeno risulta invece meno diffuso nel Nord Italia, con poco più del 30% dei prodotti comprati illegalmente. Oltre il 20% di coloro che acquistano contraffatto sono pensionati, mentre è aumentata del 3,5% la percentuale dei consumatori di famiglie monoreddito con bassa capacità di spesa che acquistano prodotti illegali.

La consapevolezza del rischio c’è

Farmaci e prodotti alimentari sono, secondo l’80% dei consumatori, gli acquisti più pericolosi perché strettamente legati alla salute. La consapevolezza del rischio sale al 96% per quanto concerne l’acquisto illegale sul web. Un contrasto evidente con il 27% dei consumatori che, nonostante i rischi, nel 2016 ha acquistato prodotti o servizi venduti illegalmente. In ogni caso i consumatori conoscono i rischi a cui vanno incontro: il 70% circa è informato sul rischio di sanzioni amministrative per chi è sorpreso ad acquistare prodotti contraffatti o servizi abusivi, un tasso leggermente superiore a quello del 2015.