Pioggia di denunce per le discutibili foto-choc sui pacchetti di sigarette

Cominciano ad arrivare grande per la discutibile e scioccante campagna antifumo decisa dall’Unione europea. Sui pacchetti di sigarette sono infatti stampate foto-choc che amminiscono sui rischi del fumo. Tutto bene, ma bisognerebbe che un avvocato di buona volontà studiasse il caso: si può vendere un prodotto con delle foto che disturbano chi l’acquista? Comunque, quell’uomo intubato in un letto d’ospedale e immortalato sui pacchetti di sigarette sotto la scritta “il fumo causa ictus e disabilità” è «mio padre e la foto non è mai stata autorizzata». Lo sostiene Raffaele Leone, 48 anni di Orbassano (Torino), la cui denuncia sui social network è stata raccolta da Torino Cronaca. L’uomo, morto a 73 anni, sarebbe stato immortalato dopo l’ictus da cui non si è più ripreso. Ma la denuncia del torinese è soltanto una delle tante: dall’entrata in vigore della normativa Ue sono numerosi quelli che si sono riconosciuti o che hanno riconosciuto in quella foto i propri parenti. «È mio padre, ne sono sicuro», sostiene il torinese, che ha già scritto all’Unione Europea e si è anche rivolto ad un avvocato. Qualche giorno fa, però, la stessa immagine è stata rivendicata in Spagna da ben due persone: un uomo, in Galizia, ha sostenuto di essere lui; una donna avrebbe invece riconosciuto il marito morto per un tumore.