Perde al gioco e per giustificarsi coi suoi simula una rapina e si ferisce

Quanto accaduto nel Napoletano ricorda davvero da vicino l’esilarante sequenza del film Audace colpo dei soliti ignoti, di Nanni Loy, quando nel corso di un interrogatorio seguito a un colpo organizzato con la compicità del ragionierie di una banca, il grande Vittorio Gassman recita come l’Ave Maria la radiocronaca dell’incontro di calcio che – in nome del suo alibi – ha appena dichiarato di essere a ndato a vedere allo stadio e, guarda caso, in corso proprio negli istanti in cui veniva messo a segno il furto all’amatriciana. Anche nel film, come in questo episodio criminale realmente accaduto – e che conferma, una volta di più, che è la vita a imitare il cinema (più che viceversa) – il complice della male assortita banda di improvvisati malavitosi si ferisce per non essere scoperto e sbugiardato dagli investigatori. Ebbene, una cosa davvero analoga si è verificata – a seguito di eventi ben più drammatici – a Vico Equense, in provincia di Napoli, dove i carabinieri hanno smascherato e denunciato un uomo di 30 anni per simulazione di reato. 

Perde al gioco e simula una rapina per giustificare l’ammanco

Dunque, l’ “audace”, quanto ingenuo protagonista di questa incredibile vicenda ha pensato bene di simulare una sanguinosa rapina – procurandosi delle lesioni sul viso dopo aver sbattuto la testa contro il volante della sua auto – per nascondere alla famiglia le sue perdite al gioco. E come da copione – e da precedente cinematografico – ai militari della locale stazione ha fornito un racconto estremamente particolareggiato sull’accaduto, con tanto di dettagli, cosa risultata da subito inconsueta da parte di chi – in teoria – ha appena subìto un forte choc. Ma tant’è: ai carabinieri, ai quali sciorinava una serie impressionanti di ricordi improvvisati e di sensazioni mai provate, l’uomo ha riferito di essere stato aggredito da due banditi in un parcheggio, poco dopo un prelievo di denaro in banca, e di essersi poi rivolto al 112 e ai sanitari. Peccato per lui, però, che i riscontri degli investigatori abbiano fatto emergere la verità dei fatti: al punto tale che, messo davanti alle incongruenze della sua fantasiosa ricostruzione, l’uomo ha dovuto cedere e confessare tutto: il vizio delle slot machine per giustificare il quale si era inventato e procurato aggressione e lesioni che, nella sua immaginazione, avrebbero dovuto ammansire la famiglia di fronte al grave ammanco economico.