Pavia, se Anpi e Pd non vogliono che la destra ricordi i propri caduti

Siamo alle solite: Anpi, Pd, Rifondazione, centri sociali non consentono che siano ricordati e commemorati i morti della parte “sbagliata”, ossia della destra. E lo fanno scendendo in piazza con un manifestazione non autorizzata e violenta per assaltare il corteo funebre, autorizzato, organizzato da CasaPound, Forza Nuova, l’associazione culturale Recordari e altre sigle che intendevano ricordare il missino Emanuele Zilli, assassinato da comunisti a Pavia il 5 novembre 1973. Secondo la Provincia pavese la cosiddetta rete antifascista pavese ha organizzato una contromanifestazione non autorizzata per impedire la commemorazione del caduto da parte di centinaia di giovani con la deposizione di una corona di fiori sul luogo dell’assassinio. La polizia ha evitato che i due cortei venissero in contatto e ha allontanato gli antifascisti con cariche di alleggerimento. Due manifestanti antifascisti sono rimasti lievemente feriti.

A Pavia nel 1973 fu assassinato il missino Zilli

Il corteo funebre ha tenuto regolarmente la commemorazione, celebrando il rituale del “Presente!” a piazza Ghinaglia. Come si ricorderà, Emanuele Zilli era un giovane e attivo operaio missino, che fu assassinato da elementi dell’ultrasinistra rimasti sempre sconosciuti. Per la sua attività politica Zilli aveva subito numerosi e proditorie aggressioni ma non si era mai arreso, così come i ragazzi che oggi, dopo 43 anni lo ricordano come testimonianza di fede in un’idea di un mondo migliore. I fatti di ieri di Pavia ricordano che esiste un’Italia intollerante, aggressiva, violenta, che organizza manifestazioni illegittime per impedire la libera espressione di chi voleva solo ricordare un proprio morto. Ed è gravissimo che Anpi, Pd e altre sigle politiche si schierino in favore della più vieta faziosità. E il fatto che all’illegale concentramento antifascista abbiano partecipato deputati ed esponenti comunali della sinistra, oltre alla già citata Anpi rende il fatto ancora più preoccupante per la democrazia italiana.

(foto tratta da La provincia pavese online)