Parigi, i socialisti aprono un hotspot per clandestini con tutti i comfort

Apre nel nord di Parigi il primo centro per immigrati clandestini che sbarcano in città. Esclusivamente riservata agli uomini la struttura da circa 400 posti (saliranno a 600 entro la fine dell’anno) promessa prima dell’estate dal sindaco socialista Anne Hidalgo – assicura – è solo un “luogo di transito”. Rifugiati e richiedenti asilo, ma non si sa se solo queste categorie oppure tutti, potranno restarci per massimo 5-10 giorni. A gestire quello che i francesi definiscono il “centro di transito più grande d’Europa” – sul Boulevard Ney, non lontano da Montmartre, dal mercato delle pulci, e dalla Porte de la Chapelle – è l’associazione Emmaus Solidarité, fondata dall’Abbè Pierre nel 1954 e che è attiva anche in Italia e che in Francia è la principale organizzazione a occuparsi di immigrati clandestini. Solo a Parigi, Emmaus Solidarité gestisce cinque centri per immigrati. In realtà questo nuovo centro non sembra essere il più grande d’Europa, perché in Italia ci sono centri che hanno ospitato un numero maggiore di clandestini, come quello di Lampedusa, di Pozzallo, di Trapani-Milo e altri. «Una cattedrale di cemento», commenta Le Figaro, definendo il centro da 13.500 metri quadri inaugurato alle otto di questa mattina dopo tre mesi e mezzo di lavori. Mentre si attende quello da 350 posti riservato a donne e bambini che dovrebbe aprire entro gennaio a Ivry-Sur-Seine, nel sud-est della capitale. Secondo Anne Hidalgo l’accoglienza sarà «senza condizioni. Non si possono fare distinzioni». Al centro di transito lavoreranno 120 dipendenti, più volontari occasionali. Sarà aperto a tutti. Le autorità stimano – ottimisticamente – circa 80 arrivi al giorno. Il nostro approccio dev’essere “umanista”, insiste il sindaco socialista, che in questo modo vuole «rispondere alla sfida immensa dei flussi migratori» e fermare le tendopoli selvagge nel cuore di Parigi.

Gli hotspot più grandi sono in Italia

Nel Centre Humanitaire Paris Nord si potrà rimanere massimo 5 o 10 giorni. Sarà una struttura dove «dormire, lavarsi, mangiare, ricevere un’assistenza in condizioni degne» affinché gli immigrati clandestini possano avere le idee più chiare sui loro passi successivi. A “orientarli” sarà il personale di Emmaus Solidarité e dell’Ufficio francese per l’Immigrazione e l’Integrazione (Ofii). Al centro temporaneo che dovrebbe essere smontato tra massimo due anni – anche questa è una previsione ottimistica – hanno lavorato un centinaio di operai e una trentina di imprese. In origine era una vecchia struttura in disuso della Sncf, la compagnia ferroviaria transalpina. Il progetto è costato 6,5 milioni di euro, di cui l’80% a carico del comune. Per i costi di gestione si prevedono circa 13 milioni di euro, dice il giornale, che non specifica se al mese, all’anno o secondo quale scansione. Tali ulteriori costi saranno equamente divisi tra comune di Parigi e Stato francese. Parigi sta ancora scontando la figuraccia fatta con Stalingrad, ignobile tendopoli nel cuore della città in cui bivaccavano oltre quattromila clandestini. Nel giorni scorsi Stalingrad è stato sgomberato dalle forze dell’ordine così come la famigerata “giungla” di Calais, ricettacolo di sporcizia, violenza, spaccio di droga.  Su quest’area era prevista la realizzazione di un campus universitario, ma così stando le cose, è probabile che non lo si farà mai più. Nel Centro si possono vedere camere riscaldate, poltrone, prese per la ricarica telefoni, opuscoli di benvenuto tradotti in cinque lingue, oltre ad assistenza medica continua, kit per l’igiene, indumento provenienti da donazioni; ovviamente non manca la zona relax, dove, dopo i tre pasti al giorno, i clandestini potranno svagarsi con divani e televisori, ping pong, biliardino, attrezzatura fitness, giochi di carte e, quando la temperatura lo consente, anche con un campo da calcio e un campo da basket.