Il Papa a Prima Porta: i fiori che portiamo ai defunti sono segno di speranza

“Giobbe era nel buio, era proprio alla porta della morte, in quel momento di sofferenza proclama la speranza: ‘so che ultimo si ergerà sulla polvere…io stesso lo vedrò’. La commemorazione dei defunti – ha osservato il Papa nella omelia della messa per i defunti che sta celebrando nel cimitero Flaminio di Roma, la prima volta di un papa – ha questo doppio senso: un senso di tristezza, il cimitero è triste, ci ricorda i nostri che se ne sono andati, ci ricorda anche il futuro, la morte, ma in questa tristezza noi portiamo dei fiori, come un segno di speranza, anche posso dire festa, ma più avanti, non adesso”.

“E la tristezza – ha proseguito papa Francesco – si mischia con la speranza e questo è quello che sentiamo tutti noi oggi in questa celebrazione, la memoria dei nostri davanti alle spoglie, e la speranza, ma anche sentiamo che questa speranza ci aiuta, perché anche noi dobbiamo fare questo cammino, tutti noi faremo questo cammino, prima o poi tutti, col dolore più o meno dolore, ma tutti, ma – ha aggiunto – col fiore della speranza, con quel filo forte che è ancorato aldilà, ecco questa ancora non delude, la speranza della resurrezione. Chi ha fatto per primo questo cammino – ha proseguito papa Bergoglio, che parlava a braccio – è Gesù, noi camminiamo il cammino che lui ha fatto, e chi ci ha aperto la porta è lui stesso, con la sua croce ci ha aperto la porta della speranza, la porta per entrare dove contempleremo Dio, io so che il mio redentore è Dio, e che ‘ultimo si ergerà sulla polvere, io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno’. Torniamo a casa oggi – ha suggerito il Pontefice – con questa doppia memoria, la memoria del passato, dei nostri che se ne sono andati, e la memoria del futuro, del cammino che noi andremo a fare. Con la certezza, la sicurezza, quella certezza uscita dalle labbra di Gesù, ‘io lo risusciterò nell’ultimo giorno’ “. È la prima volta che un Papa celebra il due novembre a Prima Porta (il nome con cui i romani chiamano il Flaminio, ndr), giacché gli altri papi prima di lui quando hanno celebrato la messa dei defunti in un cimitero romano, hanno sempre scelto il cimitero monumentale del Verano, il più antico della capitale.