A Palermo chi “si firma” è perduto: i Cinquestelle nel vortice dello scandalo

«Chi “si firma” è perduto». Chissà se i Cinquestelle di tutta Italia hanno mai saputo dell’esistenza di questa versione modificata dell’antico adagio posto a presidio – nella sua versione canonica – del dinamismo e del movimento. Se sì o se no, lo stanno imparando adesso. Soprattutto, lo stanno imparando sulla propria pelle. E siamo solo all’inizio. Le Iene show, infatti, non mollano. Anzi, sono pronti già a sfornare su Italia 1 una nuova puntata sulle firme false dei “diversamente legalitari” a 5stelle, su cui sta indagando la procura di Palermo.

Dopo il servizio delle Iene, indaga la Procura

Secondo quanto anticipato da alcune agenzie di stampa, infatti, gli inviati speciali più famosi d’Italia sarebbero sulle tracce di nuove, clamorose rivelazioni. A farne le spese, questa volta, potrebbe essere la deputata Loredana Lupo (è tra i parlamentari che hanno querelato Le Iene) insieme con suo marito, Riccardo Ricciardi. A tirarli in ballo, Paolo Di Blasi, portinaio di un condominio in via Malaspina, a Palermo, lo stesso dove abitano abitano l’onorevole cittadina e consorte, quest’ultimo in lizza alle “comunarie”, cioè le primarie on line per la individuazione dei candidati Cinquestelle alle comunali della prossima primavera, e sua moglie Giuseppa Rizza. Incalzato dalle Iene, il portinaio disconosce come proprio lo scarabocchio in calce al modulo («quella firma no, non è la mia») e semina dubbi anche su quella dei  congiunti («forse neanche quella di mia figlia è questa»).

Spunta il nome della Lupo, deputata Cinquestelle

Ma questo è solo il sequel di una vicenda cominciata – spiegano i coniugi –  con le elezioni comunali di quattro anni fa quando la Lupo, all’epoca semplice attivista, si presentò in casa loro chiedendo di sottoscrivere i moduli a sostegno della lista dei Cinquestelle. Invito prontamente accolto dai due e confermato davanti alle telecamere delle Iene:«Io ho firmato», dicono all’unisono marito e moglie. Le loro firme sono tra quelle di Loredana Lupo (al numero 1) e del marito (al numero 9) di pagina 208, che risultano autenticate dal cancelliere del Tribunale, Giovanni Scarpello, che sarebbe tra gli indagati. L’interrogativo è d’obbligo: poichè le firme – come hanno raccontato il portinaio e la moglie – sono state raccolte casa per casa, il cancelliere le autenticate a domicilio? Ricapitolando: quattro anni fa le firme sono autentiche ma non autenticate nei termini di legge, mentre oggi sarebbero addirittura false, con il portinaio e consorte sottoscrittori dei 5 stelle a loro insaputa: «Questa no… qui manca la S… chi me l’ha fatta?», si chiede Di Blasi. E quella di sua moglie? «Non è sua dice, perché la ‘p’ non la fa così». Confermato: chi “si firma” è perduto.