«O Signore, guida la mia mano a votare …per Trump»: i cattolici hanno scelto

I cattolici americani sembrano schierati decisamente per Donald Trump: «Sono qui per pregare, non per cambiare idea. Voto Donald Trump perché sono per la vita”. All’uscita della parrocchia dei Santi Innocenti a Manhattan, New York, una giovane donna spiega quel che spinge molti cattolici a preferire il candidato repubblicano a Hillary Clinton: «Sul fronte vita, lui è meglio». A Holy Innocents si predica ai convertiti. Oggi, per l’Election Day, una “crociata di rosari non-stop» è stata organizzata invocando «Nostra Signora di Lepanto: prega per noi». Nell’abside gli affreschi di Constantino Brumidi, il pittore italo-greco della cupola di Capitol Hill a Washington illuminano il “sacrario dei bambini non nati” di cui in una cripta viene tenuto un albo. La veglia è sponsorizzata dall’arcidiocesi di New York al pari di altre nelle parrocchie dei cinque boroughs. Analogo il copione, ma qui c’è un tocco di più. Prima la messa in latino di rito tridentino, e sembra di fare un tuffo nel passato: donne col velo di pizzo, genuflessioni, la comunione alla balaustra. Poi l’adorazione eucaristica, il rosario, infine l’invocazione elettorale, distribuita da una parrocchiana che sulla borsa griffata Coach ha il bottone “Women for Trump”.

Trump il preferito tra i cattolici americani

Leggendo dal santino con aquila, bandiera a stelle e strisce e la croce, circa 200 fedeli di tutte le età, razza, ceto sociale invocano Dio, che «è anche il Re di quanti ancora sono dentro il buio dell’idolatria e dell’Islamismo», di ispirare il voto dei fedeli: «Possa la nostra nazione rispettare nuovamente la libertà religiosa, il matrimonio autentico, l’importanza della famiglia e il valore di ogni vita umana dal concepimento alla morte». La preghiera si chiude con l’appello a scegliere «candidati onesti che faranno valere il bene comune e proteggeranno i nostri diritti dati da Dio». Tante parole in codice, tra cui l’attacco alla “crooked Hillary” e la difesa del diritto a portare armi, che si traducono in un ticket: quello repubblicano. Le chiese, e la chiesa cattolica in particolare, non dovrebbero pronunciarsi in materia di voto per non perdere lo stato di “tax exempt”. Lo fanno da sempre usando acrobazie verbali. Stavolta la richiesta del voto per Trump, il candidato anti-immigrazione accusato a raffica di molestie sessuali a orologeria, stride, visto dall’esterno, con il messaggio delle braccia aperte che viene da Piazza San Pietro. Negli Usa, secondo gli ultimi sondaggi elettorali Trump è avanti tra i cattolici del 16 per cento.