Nell’accozzaglia del Sì ora c’è anche Prodi: riforma modesta, ma la voto

All’accozzaglia per il Sì si unisce ufficialmente anche Romano Prodi, il fondatore dell’Ulivo. In una nota spiega che per la sua storia andrà domenica a votare Sì. Una notizia subito commentata da Renato Brunetta: “Prodi vota Sì? Gli italiani ricordano il suo ultimo governo e il suo amore per le tasse. Un motivo in più per votare No”. 

Prodi: voto Sì per la mia storia

“Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie – scrive Prodi nella nota –  tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale”.

Prodi: mi viene in mente mia madre…

“Un sì naturalmente rispettoso nei confronti di chi farà una scelta diversa – prosegue l’ex presidente della Commissione Ue – Dato che nella vita, anche le decisioni più sofferte debbono essere possibilmente accompagnate da un minimo di ironia, mentre scrivo queste righe mi viene in mente mia madre che, quando da bambino cercavo di volere troppo, mi guardava e diceva: ‘Romano, ricordati che nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone’ “.

Prodi: finora non ho parlato perché…

“Profonde sono le ragioni che mi hanno fino ad ora consigliato di non rendere esplicito il mio voto sul referendum – ha detto ancora Prodi – Sono ormai molti anni che non prendo posizione su temi riguardanti in modo specifico la politica italiana e, ancora meno, l’ho fatto negli ultimi tempi. Questa scelta mi ha di conseguenza coerentemente tenuto lontano dal prendere posizione in un dibattito che ha, fin dall’inizio, abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo”.

“Quanto al contenuto della riforma – ha concluso Prodi – voglio solo ricordare che la mia storia personale è stata tutta nel superamento delle vecchie decisioni che volevano sussistere nonostante i cambiamenti epocali in corso. Questo era l’Ulivo”. L’Ulivo per Prodi era nato per dare al Paese “una democrazia finalmente efficiente e governante”.