Nel Pd è scontro anche nell’area del “sì”. Boccia a Renzi: «Irresponsabile»

“Caro Matteo, sei un irresponsabile”: firmato Francesco Boccia, presidente in quota Pd della commissione Bilancio della Camera. Più si avicina il 4 dicembre, data del referendum, più il partito di Renzi assume la forma di una pentola a pressione pronta ad esplodere sia che vinca il “sì” sia che prevalga il “no”. Rispetto all’appuntamento referendario, infatti, Boccia è attestato sullo stesso fronte del leader. Non è, quindi, il suo, un attacco dettato dalle contingenze del momento. In più non è un aficionado della “ditta” come Bersani, bensì un “lettiano” con alle spalle buoni studi e una solida competenza in materia economica.

Boccia: «Il premier difenda l’Italia dalla speculazione»

Tutt’altro, quindi, che un improvvisaatore come Renzi che pur di invertire i sondaggi per lui (finora) negativi lascia l’Italia alla mercè della speculazione finanziaria. «Di fronte a uscite come quelle del Financial Times – è il richiamo lanciato da Boccia al premier dalle colonne del Fatto Quotidiano – un governo responsabile ha il dovere di dire che lo Stato italiano interverrà qualunque cosa accada. Uno Stato forte dice che applicherà l’articolo 47 della Costituzione, che tutela il risparmio, e se lo dice non succede più niente: i mercati si mettono tranquilli e gli italiani possono votare senza ricatti sulla testa». Ma votare con la minaccia che in caso di vittoria del “no” non sorgerà più il sole è esattamente il disegno di Renzi, e anche del ministro Pier Carlo Padoan. «Stanno scherzando col fuoco», avverte Boccia, che torna poi a parlare del Monte Paschi di Siena, la banca che nonostante i 4,6 miliardi di garanzie statali è di fatto sotto il dominio dell’americana Jp Morgan: «Trovo pittoresco ricordare le critiche di Renzi alla politica locale dei decenni scorsi per le sue ingerenze nella banca: prima i manager li cambiava Siena e oggi Jp Morgan». Una vera scudisciata in pieno volto al premier.

Spariti dalla legge di Stabilità i 50 mln per i malati dll’Ilva

Ma Boccia, per altro schierato in favore del “sì”, ha duellato con Renzi anche su un’altra questione, ripresa questa volta dall’Huffington Post diretto da Lucia Annunziata: i 50 milioni destinati ai malati dell’Ilva di Taranto spariti dal testo della legge di Stabilità. Nel corso della conferenza stampa dell’altroieri a Palazzo Chigi il premier lo aveva accusato di aver «dichiarato inammissibile» il relativo emendamento. «Ricostruzione totalmente falsa», controbatte Boccia che chiama in propria difesa i resoconti parlamentari e le «decine di sms volati» tra Montecitorio, Palazzo Chigi e Mef e avverte:«Non riduciamoci a questo, vorrei evitare di aprire il mio telefonino».