Il nazionalista Hofer scuote l’Austria: «Non escludo il referendum sulla Ue»

Non c’è solo il referendum italiano a tenere desta l’attenzione di osservatori internazionali e mercati. Il 4 dicembre è cerchiato in rosso sul calendario di molte cancellerie europee, e non solo europee, anche per le tormentate elezioni presidenziali austriache, dove a contendersi la suprema magistratura di quella repubblica sono il “verde” Alexander Van der Bellen e il nazionalista Norbert Hofer. Si tratta della ripetizione del ballottaggio dopo l’annullamento di quello tenutosi il 22 maggio scorso a seguito di un ricorso che aveva evidenziato vistose irregolarità nel voto per corrispondenza. Per la cronaca, il ballottaggio invalidato fu vinto da Van der Bellen.

Il 4 dicembre si vota per il presidente della Repubblica

E proprio a Van der Bellen guarda speranzoso l’establishement disseminato tra Strasburgo, Bruxelles e Berlino. Una vittoria di Hofer, magari in accoppiata con il “No” in Italia, suonerebbe infatti come un nuovo schiaffo dopo quello, sonorissimo, rifilato ai “signori dell’Euro” dagli inglesi con la Brexit. Al momento, i sondaggi registrano parità assoluta tra i due candidati. Forse è anche per questo che Hofer ha calato nella campagna elettorale la carta della permanenza dell’Austria nella Ue. Il ragionamento del candidato della destra è abbastanza articolato. Hofer ha infatti affermato che spingerà per un referendum sulla appartenenza alla Ue, se l’Unione diverrà più centralizzata in seguito alla Brexit. Sono concetti che l’aspirante presidente ha esternato alla Bbc.

Hofer è contrario all’ingresso della Turchia nella Ue

Alla tv britannica, Hofer ha più volte affermato che un voto per lui non vuol dire un voto per l’uscita dell’Austria dalla Ue. Due, però, sono le condizioni che potrebbero indurlo a cambiare idea: l’accesso della Turchia alla Ue e la risposta dell’Unione all’uscita della Gran Bretagna. «Se la risposta alla Brexit sarà una Ue centralizzata, dove ai parlamenti nazionali viene tolto potere e dove l’Unione è governata come uno Stato, in questo caso – ha concluso Hofer – dovremo tenere un referendum in Austria, perché porterebbe ad un cambiamento costituzionale».