Mosca, sigilli alla sede di Amnesty International perché non pagava l’affitto

La sede di Mosca di Amnesty International, di cui è proprietaria l’amministrazione comunale di Mosca, è stata sigillata nella notte dalle autorità russe perché l’Ong non pagava l’affitto dal 2008. Il responsabile del ramo russo dell’associazione per la difesa dei diritti umani, Serghiei Nikitin, ha detto a Novaia Gazeta che quando gli attivisti di Amnesty International «sono arrivati davanti all’ufficio questa mattina hanno trovato la porta rotta e le serrature sostituite e segni evidenti che qualcuno è entrato forzando la porta». Anche l’allarme è stato disattivato.
Sul sigillo con il simbolo della città di Mosca si legge: «Non aprire senza il rappresentante del proprietario, ovvero il Dipartimento dei beni della città di Mosca».
Nikitin ha fatto sapere che Amnesty International affitta il suo ufficio dal Comune di Mosca da oltre vent’anni e paga regolarmente l’affitto. Il responsabile del ramo russo di Amnesty International ha inoltre detto di «non avere idea» del perché la sede sia stata chiusa e si è augurato che quanto avvenuto non sia da ricollegare all’attività dell’organizzazione per la difesa dei diritti umani.
Ma la smentita dall’amministrazione pubblica di Mosca è arrivata, netta, dopo un paio di ore. Secondo il Comune, il locale è «libero da ogni rapporto contrattuale» perché il contratto di affitto era scaduto nel gennaio del 2008 anche se, «in relazione all’assenza di obiezioni da parte del Comune, era stato prolungato» dando a «ciascuna delle parti il diritto di recedere dal contratto avvisando l’altra parte con un preavviso di tre mesi». Sempre secondo il Comune di Mosca, «date le sostanziali violazioni delle condizioni per il pagamento dell’affitto, all’indirizzo dell’organizzazione era stato inviato un reclamo con la notifica della necessità di estinguere il debito», ma «tale reclamo è stato ignorato da parte dell’affittuario poco coscienzioso».
Dal canto suo il Cremlino , interpellato al riguardo e prima della presa di posizione ufficiale del Comune, aveva sostenuto di non sapere nulla dei sigilli apposti nella notte all’ingresso della sede russa di Amnesty International: «E’ la prima volta che lo sento, non ho assolutamente alcuna informazione di sorta», ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo alle domande dei giornalisti.