Monica Vitti compie 85 anni. Ecco i 5 film che la rendono indimenticabile

Bella. Intensa. Poliedrica. Voce roca e sguardo penentrante, un talento istrionico capace di farti ridere di cuore e di toccarti nel profondo, Monica Vitti compie oggi 85 anni. Ma l’attrice, come tristemente noto, da tempo si è ritirata in un inossidabile silenzio e per questo, il mondo del cinema fatto di addetti ai lavori e di semplici appassionati, oggi non può che aurarle un felice compleanno a distanza.

Gli 85 anni di Monica Vitti

Monica Vitti, al secolo Maria Luisa “Marisa” Ceciarelli, vive ormai da anni lontana dal set e dalla scena pubblica a causa di una malattia degenerativa che l’indimenticabile protagonista di tanti film di successo che – dalla commedia al filone drammatico –costituiscono i capitoli più importanti della nostra storia del cinema, ha scelto di vivere nel riserbo più assoluto. Un silenzio che nel tempo, a ridosso di questo lungo esilio, ha alimentato anche la leggenda della sua sparizione. Ma non c’è nulla di misterioso nel suo addio ai riflettori: sappiamo che l’ultima apparizione sulla scena di un film di Monica risale al 1990, e si deve alla sua prima performance da regista e sceneggiatrice affrontata con Scandalo segreto, mentre la sua ultima uscita paparazzata risale al marzo di 12 anni dopo, nel 2002, quando si mostra al pubblico per l’ultima volta, alla prima teatrale italiana di Notre-Dame de Paris. Nello stesso periodo l’attrice rilascia anche l’ultima intervista. Poi, a parte gli scatti rubati da alcuni fotografi, dapprima in giro per le vie di Roma, e poi a Sabaudia, in compagnia del marito, più niente. Da allora, comprese celebrazioni, serate di gala, iniziative omaggio e inviti in tv intestati a suo nome,Monica Vitti non si è più mostrata in pubblico. Ma la scelta di vivere in modo assolutamente privato la propria malattia, circondata solo dall’amore del fotografo Roberto Russo, sposato nel 2000 – anche in quel caso in grande riservatezza –, lontana dal clamore di flash e microfoni, non le ha minimamente alienato l’affetto del pubblico per cui, a maggior ragione oggi che si accinge a spegnere le 85 candeline, è e rimane indimenticabile. Come intramontabili sono alcuni dei suoi film: ecco in un riassuntivo e non esaustivo elenco, 5 dei suoi indiscussi successi di sempre.

Ecco i 5 film che l’hanno resa indimenticabile

1) L’Avventura: il film, datato 1960, è il primo capitolo della cosiddetta “trilogia esistenziale” o “trilogia dell’incomunicabilità”, proseguita poi con La Notte, L’Eclisse e Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni. Il film, il più lungo del cineasta estense (2 ore e 25 minuti), segna l’inizio del sodalizio sentimentale-artistico fra il regista e Monica Vitti.

2) La ragazza con la pistola, diretto nel 1968 da Mario Monicelli, interpretato al fianco di Carlo Giuffré e Stefano Satta Flores, è il titolo che ha segnato la svolta nella carriera dell’attrice: fino ad allora, infatti, la Vitti era stata impegnata solo in ruoli drammatici, ma Monicelli, che per primo ne ha intuito e valorizzato le capacità comiche, decide di lanciarla come attrice brillante e ironica, tanto da trasformarla in una delle colonne portanti della commedia all’italiana.

3) Amore mio aiutami, titolo del ’69, film diretto da Alberto Sordi e dalla Vitti intepretato in coppia con l’attore. Ritratto lucido e spietato di una tipica coppia della borghesia romana alle prese con tormenti d’amore, problemi matrimoniali e temporanee riconciliazioni (indimenticabile la lunga sequenza degli schiaffoni dati da Sordi alla Vitti sulle dune di Sabaudia) quando siamo ormai alle soglie degli anni Settanta, il film consacra definitivamente il talento comico dell’attrice romana e il sodalizio professionale ed artistico con il grande collega.

4) Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca). La pellicola, diretta nel 1970 da Ettore Scola, la vede recitare accanto a MArvcello Mastroianni e Giancarlo Giannini. Una pietra miliare della commedia all’italiana – fin dal titolo – mutuato dalla cronaca dei drammi personali e declinato alla subcultura popolare di fotoromanzi e canzonette, ma, al tempo stesso, sublimato dal tentativo abbozzato di rifarsi al neorealismo italiano graziue alla critica inserita tra lòe righe del racconto narrativo alla società del benessere degli anni 70.

5) Flirt, del 1980, in cui l’attrice è diretta in un plot surreale dal marito Roberto Russo. Nel film la routine di un amatrimonil ventennale viene sorprendentemente interrotta dal sospetto di una relazione extraconiugale del marito della protagionista: la donna scoprirà presto, però, che la sua rivale è solo il frutto della fantasia di un marito depresso che proverà a riconquistare proprio assecondando le sue allucinazioni…

E in mezzo, tanti, tantissimi altri successi – da Polvere di stelle a Tango della Gelosia, passando per Camera d’albergo e fino a Io so che tu sai che io so – che rendono Monica Vitti unica e inimitabile. Davvero.