Meloni: “Quest’accozzaglia vi seppellirà sotto una valanga di No”

“Ecco come quest’accozzaglia vi seppellirà…”. Giorgia Meloni risponde per le rime alle procovazioni del premier Renzi che dopo i colpi bassi delle lettere per il Sì agli italiani all’estero, dopo le minacce di “stangate” economiche sulle famniglie in caso di vittoria dei No, ora è ricorso all’insulto, alla denigrazione degli avversari, scadendo a un livello davvero insostenibile, indecoroso.

Meloni: Renzi ricorda la Clinton con l’insulto ai “miserabili”

L’arroganza senza freni ci ricorda qualcosa. “La Clinton aveva chiamato “miserabili” gli elettori di Trump, ora Renzi chiama “accozzaglia” i sostenitori del no. È questa la concezione di democrazia dei radical chic“, scrive la leader di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni, sul suo profilo Fb. La democrazia è bella e buona ma solo a una condizione. “Se non la pensi come loro, sei una persona spregevole. Invece gli usurai, i lobbisti, gli speculatori, i voltagabbana che sostengono il Governo Renzi-Alfano-Verdini sono belle personcine. Il 4 dicembre noi accozzaglia di miserabili seppelliremo sotto una valanga di no l’arroganza di chi disprezza il popolo che dovrebbe rappresentare”.

Meloni: “Io censurata dalla Rai, sparita la mia intervista”

Ma i colpi  bassi non finiscono mai. Quelli messi a segno dalla Rai renziana in funzione referendaria per il Sì sono un dato di fatto incontrovertibile, ma far “sparire” addirittura delle interviste “scomode” è il massimo. Ecco il “giallo” denunciato da Giorgia Melono: “In occasione del referendum del 4 dicembre il Tg2 della Rai ha mandato in onda, a margine dell’edizione serale, una serie di ‘faccia a faccia’ registrati tra un sostenitore del no e uno del sì. Sono stata invitata come presidente di Fratelli d’Italia e mi sono confrontata con Denis Verdini. Magicamente – prosegue sul suo profilo Fb Giorgia Meloni – quest‘intervista doppia è stata cancellata e non andrà mai in onda. Ignote le ragioni: fonti ufficiose ci dicono che hanno diminuito le puntate. Ma non esiste in nessuno Stato democratico che se un tg del servizio pubblico diminuisce le puntate decide di silenziare l’unica voce prevista di un partito che siede in Parlamento per dare ampio spazio ai colonnelli del premier e del Pd. Quello che è accaduto ha un solo nome: censura”. Ma non finirà così, dice Giorgia Meloni. “Non resteremo a guardare e presenteremo subito un’interrogazione in Commissione Vigilanza Rai. Vogliamo sapere come possa essere stato negato a FdI il diritto di dire come la pensa sul referendum e chi ha deciso quali confronti andassero messi in onda e quali no. Qualcuno dovrà spiegare e assumersi le proprie responsabilità. A chi pensa di essere il padrone della Rai, ricordo che il servizio pubblico è pagato con i soldi di tutti gli italiani, anche di quelli che il 4 dicembre voteranno no e, guarda un po’, anche dagli elettori di Fratelli d’Italia. E l’unico regime che la Rai deve rispettare in campagna elettorale è la par condicio, non il regime di Renzi”.