Meloni: mi candido alle primarie. Dopo la vittoria del no Renzi farà le valigie

«Dopo la vittoria del no al referendum, niente governissimi ed esecutivi di palazzo, poche settimane per la legge elettorale e poi dritti alle elezioni. Dopo il 4 dicembre chi nel centrodestra dirà sì a giochini di palazzo sarà fuori». Sono le previsioni e gli auspici di Giorgia Meloni, intervistata da Repubblica a poche ore dalla trasferta di Firenze, dove la leader di Fratelli d’Italia parteciperà alla manifestazione referendaria per il no con la Lega.

Meloni: dopo il referendum si va al voto

«Renzi resta in carica mentre fa gli scatoloni, per la legge elettorale bastano due settimane e in primavera al più tardi si vota. E se Mattarella dovesse rivelarsi un nuovo Napolitano e dovesse dare l’incarico al quarto governo non eletto, penso che gli italiani si farebbero sentire. Noi li inviteremmo a farlo», dice ancora la Meloni. «Siamo diventate tutte madri e padri, siamo abbastanza maturi ormai per prenderci le nostre responsabilità e offrire un’alternativa di governo e abbandonare i banchi dell’opposizione. Dalla piazza di Firenze lo diremo chiaro: siamo pronti. Il vento soffia dalla nostra parte, il ciclone Trump è musica per noi, è la nostra grande occasione». La Meloni sarà l’unica a salire sul palco di Santa Croce insieme a Salvini, a Firenze, nella tana del lupo per dire no alla riforma costituzionale accanto a 250 sindaci e tre governatori, Toti, Zaia e Maroni.

«Sarò in campo per le primarie»

«Matteo Salvini si candida? Giovanni Toti è in corsa? Ci sarò anche io, ovvio, alle primarie che porteranno finalmente il centrodestra rinnovato al voto di primavera», dice la neomamma che racconta: «Sono nel mio ufficio in Parlamento dal lunedì mattina al venerdì pomeriggio, quasi unica a farlo, mi hanno solo fatto passare la voglia di votare quando per l’ennesima volta nel dicembre dell’anno scorso hanno bocciato un mio emendamento destinato ai pensionati invalidi e disabili, sarebbe costato solo 3 milioni di euro. Presento disegni legge, partecipo al question time, intervengo, ma ho capito che restare li a pigiare il ditino e votare è pressoché inutile». Insoma questo è il momento di stringersi, di unirsi. «Sì, anche una federazione potrebbe andare, come ipotizza Salvini, ma diciamo basta agli equivoci, ai tentennamenti di questi mesi», spiega la Meloni reduce dalla campagna elettorale capitolina. E Silvio Berlusconi? È il passato? «È uno dei leader del centrodestra, ma stavolta l’investitura dovrà venire dal basso», taglia corto l’ex ministro della Gioventù.