Madonna, De Niro, Cher: ma le star contro Trump preparano le valigie? (video)

 

Ma le star contro Trump, quelle che hanno minacciato addii forzati, spedizioni nello spazio e viaggi delle speranza all’estero in caso di una sua vittoria alle ultime presidenziali Usa, cosa staranno facendo? Incassata la sconfitta di Hillary, la loro candidata – coccolata, sostenuta e incoraggiata come nessun altro mai prima – staranno davvero asciugandosi le lacrime e assumendo gastro-protettori nell’attesa di preparare i bagagli come minacciosamente annunciato fino a poche ore prima del verdetto delle urne? Per ora non è dato saperlo: tutto tace e, chissà, forse è davvero meglio così…

Le star contro Trump staranno facendo le valigie?

E allora, sul fronte del pop Madonna aveva promesso donazioni in natura a chi avesse votato a favore di Hillary. Il Boss aveva rispolverato vecchi successi e grinta sempreverde appellandosi all’amor di patria e al fatto di essere pur sempre “Born in The Usa” contro Trump. E che dire di Beyoncé e il maritino Jay Z? I due sposini si erano esibiti in coppia, su un palco di Cleveland, interevenendo direttamente a una serata della campagna elettorale della candidata democratica per tributare a viva voce il loro endorsment live pro-Clinton. Per non parlare dell’intero establishment di Hollywood – ad eccezione del solito, inimitabile e inconfondibile Clint Eastwood – che dal primo minuto della discesa in campo del tycoon newyorkese si era dimostrato pronto a scomodare i suoi veterani – da Bob De Niro a Meryl Streep, praticamente quasi tutti – protagonisti di performance decisamente non da Oscar che non hanno nemmeno provato a limitare, dal video all’intervista, passando per il monologo offensivo, insulti, ingiurie e provocazioni. Tutti, come noto, immancabilmente spediti senza troppi complimenti all’indirizzo di colui che, democraticamente, martedì è stato eletto 45° presidente degli Stati Uniti d’America. E oggi? Ci si chiede, cosa staranno facendo tutte quelle star d’oltreoceano per assorbire il colpo? Come staranno aiutandosi ad incassare il colpo inferto dagli elettori, loro connazionali, a suon di voti? Staranno pensando, loro, che fino a 48 ore fa minacciavano esili e diaspore auto-inferti pur di sfuggire all’egida washingtoniana di Trump, a come dare seguito ai loro veementi annunci? Insomma, staranno facendo le valigie? Avranno chiesto asilo politico al Canada come minacciato fino a tre notti fa? Staranno organizzando resistenza e opposizione? Chissa… Al momento, dal fronte del palco, nessuna nuova. Buona nuova?