M5S, lo scandalo s’allarga: non solo firme false ma anche “clonate”

M5S, s’allarga lo scandalo delle firme per la presentazione della lista alle elezioni comunali di Palermo.  Oltre che firme false , ci sarebbero infatti anche firme “clonate”. Alcuni nominativi,  provenivano dagli elenchi di chi firmò ai banchetti M5S per il referendum che aveva come argomento la privatizzazione dell’acqua e non per la costituzione delle liste per le successive elezioni amministrative. Si tratta di banchetti ed elenchi di un anno prima. L’inchiesta della procura si è inoltre arricchita di nuove indicazioni importanti. Non solo la deputata La Rocca, ma anche altri due attivisti del M5S  hanno raccontato ai magistrati cosa accadde. E dopo La Rocca, ieri si è autosospeso il deputato regionale Giorgio Ciaccio, mentre i due parlamentari nazionali indagati, Riccardo Nuti e Claudia Mannino, restano in sella: “Prima l’avviso di garanzia”.

C’è imbarazzo ai vertici del M5S. E c’è chi tenta di abbozzare un’autodifesa del MoVimento. ”La differenza tra il M5s e i partiti è che noi sospendiamo e allontaniamo chi sbaglia mentre gli altri se li tengono e li coccolano”. Lo ha detto all’Intervista su Sky Tg24 Carla Ruocco deputata del M5s componente della commissione finanze. Alla trasmissione partecipava in collegamento anche il viceministro all’economia Enrico Zanetti.

Contro il M5S si abbattono le critiche degli altri partiti, in particolare del Pd .”Ormai quella delle firme false a Palermo è diventata una vera e propria Grillopoli. Oggi Di Maio e Di Battista, Grillo e Davide Casaleggio continueranno a sminuire e a girarsi dall’altra parte o proveranno a fare chiarezza sulle nuove allarmanti denunce. La vicenda può essere ancora più grave rispetto a quanto già emerso. Se fosse vero che hanno clonato firme siglate per altri motivi, l’imbroglio sarebbe ancora più serio.” Lo dichiara la vice capogruppo del Pd alla Camera, Silvia Fregolent.