L’ira del “falco” Schaeuble su Juncker: «La Germania ha i conti in ordine»

Orgoglio tedesco firmato Wolfgang Schaeuble, l’inflessibile ministro delle Finanze di Angela Merkel, da tutti considerato come il vero capo dei “rigoristi” dell’Unione europea. Schaeuble, infatti, non cattura alcuna simpatia tra i partner mediterranei della Ue, Italia compresa, che lui definisce sprezzantemnete “cicale” in opposizione alle industriose “formiche” della parte nordica e protestante del Vecchio Continente. Scontato, quindi, che quando si è visto recapitare la Raccomandazione che la Commissione europea invia solitamente ai governi alle prese con numeri e parametri tutt’altro che esaltanti, l’abbia rispedita sdegnato al mittente: «L’hanno inviata al Paese sbagliato».

Schaeuble: «Ha inviato la raccomandazione al Paese sbagliato»

Della «formica» tedesca Schaeuble ha tessuto le lodi davanti al Bundestag riunito per la sessione di bilancio 2017 sciorinando cifre e performances che effettivamente farebbero la felicità di qualsia nazione: «La Germania – ha esordito tra gli applausi dei deputati – investe quasi sei volte di più della media dei Paesi Europei». Ancora meglio le entrate fiscali, aumentate del 3,3 per cento annuo dal 2005 al 2015 a fronte di un incremento del 2,7 nell’eurozona a fronte di un aumento più contenuto delle uscite (2,3 per cento annuo). L’applauso dei parlamentari è scattato quando ha confrontato le spese per gli investimenti: «Da noi sono cresciuti del 3,9 per cento all’anno e nell’eurozona del 0,7».

«La Commissione non assolve ai propri doveri»

La parte finale del suo intervento, Schaeuble la dedica tutta alla Commissione preseieduta da Jean-Claude Juncker: «Il problema – ha detto – non è che riceviamo raccomandazioni che non ci piacciano», ma «è che, con queste raccomandazioni, la Commissione devia dal compito della Commissione stessa: cioè di giudicare se i bilanci e budget dei singoli paesi europei corrispondo alle regole e intese europee. Questo è il compito della Commissione». Un compito, ha tenuto a precisare Schaeuble, che «la Commissione non assolve ma fa il contrario». Per questo, dunque, ha concluso il ministro, «dobbiamo opporci».