L’altolà di Renzi: «O si cambia con il sì o se ne trovano un altro». Si dimette?

Spot e ricatti. Dai microfoni di Rtl Matteo Renzi torna sul tema del referendum e sfida il fronte maggioritario del no con la solita equazione sì uguale rinnovamento, no uguale a conservazione. «O si cambia o se vogliono galleggiare ne trovano altri, si resta con i soliti», dice Renzi, «ma se qualcuno vuole fare strani pasticci il giorno dopo li fa senza di me. Se i cittadini dicono di no e vogliono un sistema che è quello decrepito che non funziona, io non posso essere quello che si mette d’accordo con gli altri partiti per fare un governo di scopo o un governicchio. Il governo tecnico l’abbiamo avuto più volte e sonno salite le tasse». È l’ultimo aut aut renziano.

Renzi: se vince il no si resta con i soliti

Il premier non eletto alza la voce rigettando l’ipotesi di un governo alternativo al suo. «Se vince il no non resterò abbarbicato alla poltrona, non sono disposto a stare ai giochini della vecchia politica. Io non ce la faccio a restare abbarbicato a una poltrona con il gusto di mantenere la poltrona. Io sto qui se posso cambiare le cose», dice Renzi facendo un bilancio lusinghiero  dei suoi primi 1000 giorni di governo. «Domani (18 novembre) sono mille giorni del governo: in questi mesi qualcosa abbiamo fatto, è chiaro che abbiamo fatto anche errori ma mi fanno ridere e anche un po’ di tenerezza quelli che pensano di non sbagliare mai. C’è una riforma del lavoro che ha fatto 656mila posti di lavoro in più». Sullo slittamento della legge di bilancio, invece, minimizza visto che “così fan tutti”. «Il rinvio a marzo è ormai una consuetudine, è avvenuto anche nel 2016 e nel 2015. Spiace che la politica faccia polemica ma la procedura è sempre la stessa…».

«Bersani proprio non lo capisco»

Immancabile l’attacco pseudo-ironico a Bersani. «Ho molto rispetto per Pier Luigi, ma non capisco le sue metafore. Quella del tacchino sul tetto, non l’ho ancora capita. Ora la mucca nel corridoio. Questa analisi zoologica di Bersani è interessantissima ma io sono limitato e non riesco a capire. Capisco che ha votato tre volte la riforma in Parlamento e adesso vota no». Perché Silvio Berlusconi ha detto che Matteo Renzi è l’unico leader?, chiede il giornalista. «Non lo so, per me la spiegazione ora è difficile da trovare. Con rispetto per Berlusconi – dice Renzi – una volta mi definisce un pericoloso dittatore, un’altra volta un leader. Il fatto è che adesso c’è una riforma che anche gli elettori di Berlusconi, molti di quelli che in passato hanno votato Forza Italia, non possono non votare».