Per la Norvegia è un pericoloso terrorista. L’Italia lo fa scarcerare

Ha fatto scalpore in Norvegia la decisione della magistratura italiana di rinunciare alla richiesta di estradizione del mullah Krekar, detenuto in un carcere di Oslo per terrorismo e sospettato di preparare attentati in Europa e reclutare combattenti per la Jihad. Najmaddin Faraj Ahmad, conosciuto come Mullah Krekar, verrà rilasciato nelle prossime ore, ha precisato l’agenzia di sicurezza norvegese.

Lo stupore delle autorità della Norvegia

Alcuni giorni fa la Corte Suprema norvegese aveva respinto l’appello presentato dal mullah Krekar contro l’estradizione in Italia, aprendo così la strada alla sua consegna alla giustizia italiana. La nuova decisione italiana di non richiedere l’estradizione, invece, è basata sui «giudizi espressi dalle autorità italiane in connessione con il procedimento penale», ha riferito il ministro della Giustizia norvegese Anders Anundsen. Krekar, 60 anni, è fondatore di un gruppo jihadista curdo Ansar-al Islam che voleva creare un califfato nel Kurdistan iracheno. Tale gruppo nel 2014 è confluito nell’Isis.

Dalla Norvegia preparava attentati in Italia?

Il 60enne iracheno Krekar, detenuto in Norvegia ed anche in possesso di un permesso di soggiorno norvegese, è accusato di far parte della cellula meranese Rawtu Shax, insieme con altri cinque presunti jihadisti che saranno processati il prossimo 13 marzo a Bolzano. In tutto 13 persone, tra cui Krekar, erano state arrestate un anno fa tra Italia, Gran Bretagna e Norvegia. Secondo le autorità italiane, che coordinano le indagini al livello europeo, il mullah aveva costituito un’imponente network di seguaci che comunicavano via internet. Ma nei giorni scorsi la magistratura, cioè il gip di Trento, ha revocato l’ordinanza cautelare nei confronti del mullah e dunque non c’è più alcun titolo da eseguire.

Per la Norvegia il Mullah è una minaccia

Krekar, entrato in Norvegia come rifugiato nel 1991, è stato incarcerato nel 2005 per aver minacciato altri tre immigrati curdi che secondo lui avrebbero insultato l’Islam. E poi di nuovo nel 2012 per minacce ad alcuni politici norvegesi, fra cui l’attuale premier Erna Solberg, nel tentativo di evitare di essere espulso in Iraq. In un’intervista a un giornale norvegese Krekar aveva anche elogiato i terroristi della strage di Charlie Hebdo.