La gaffe del sindaco Parodi: “Zanardi vota Sì? Lo facevo più in… gamba”

Clamorosa gaffe del sindaco del comune di Soverato, in provincia di Livorno, Giuliano Parodi. Da esponente dell’opposizione, eletto in una lista civica “arancione”, è impegnato nella campagna per il No al referendum di domenica prossima ma nel tentativo di portare acqua al suo mulino l’ha fatta grossa, con un messaggio su Fb che ha scatenato una dura reazione del web: “Zanardi vota Sì, lo facevo più in…gamba”, ha scritto sul suo profilo Facebook tentando di ironizzare maldestramente sulla doppia amputazione subita dall’ex pilota, attuale super-atleta medagliato alle Paraolimpiadi. Poi, dopo la bufera, Parodi ha rimosso il post.

Parodi aveva spodestato il Pd a Suverato

Guliano Parodi aveva vinto, nel marzo scorso,  con la lista civica Assemblea Popolare collezionando 1.135 voti pari al 59,4% davanti a Francesco Lolini che aveva incassato 776 voti col 40,6% (bianche 40, nulle 48). Un risultato eclatante se confrontato col 57% conseguito dal Pd nelle europee (-17%). «Lo spirito di partecipazione popolare che ha contraddistinto la nostra lista civica – aveva sottolineato Parodi – sarà il motivo conduttore dei prossimi cinque anni di legislatura», aveva detto Parodi a elezione avvenuta. 

Solidarietà ad Alex Zanardi

«Parole inopportune e indegne di un rappresentante delle istituzioni. Siamo sicuri che un uomo come Zanardi non verrà neanche sfiorato da tale cinismo, ma ci teniamo a manifestargli tutta la nostra solidarietà e vicinanza», scrive in una nota il comitato nazionale “Basta un Sì” per il referendum costituzionale.

La polemica del Pd

«Un post scandaloso, con tanto di sorriso finale, che raccoglie i peggiori sentimenti livorosi che stanno uscendo fuori dalla campagna per il No al Referendum. Il Sindaco Giuliano Parodi ha offeso non solo Alex Zanardi, ma tutte le persone con disabilità. Non basta cancellare il post, un rappresentante delle istituzioni deve chiedere scusa perchè nessuna appartenenza politica o competizione elettorale deve ammettere che si arrivi a tanto”, scrive Laura Coccia, del Pd